Il Cañón del Río Lobos, una faglia nella Castiglia
Tra Soria e Burgos l’altopiano castigliano si apre senza preavviso su un canyon calcareo dove nidificano i grifoni. Si guida poco, si cammina molto e, nei giorni feriali, si incontra poca gente.
Il canyon, Soria e l’Urbión
Si percorre un altopiano di cereali, piatto e secco, tra Soria e Burgos. Vicino a Ucero la strada scende nel Cañón del Río Lobos: gole calcaree lunghe venticinque chilometri, protette da un parco naturale. Alcuni sentieri seguono il río sotto i pini, ai piedi di pareti alte diverse decine di metri. Per vedere il canyon dall’alto si sale al mirador de la Galiana.
A tre quarti d’ora, Soria è uno dei capoluoghi di provincia più piccoli di Spagna. Il Duero la costeggia a est, orlato di pioppi. La sera si passeggia dal chiostro di San Juan de Duero, con i suoi archi intrecciati, all’eremo di San Saturio, aggrappato alla parete. Il poeta Antonio Machado insegnò francese a Soria all’inizio del Novecento e vi scrisse una parte di «Campos de Castilla». La città lo ricorda a ogni angolo di strada.
A nord di Soria, le rovine di Numanzia conservano il ricordo di una città celtibera presa da Roma nel 133 a.C. A nord-ovest di Soria la strada sale nella sierra de Urbión, dove nasce il Duero. La Laguna Negra è un lago glaciale scuro ai piedi di una parete rocciosa. Machado vi ambientò il suo poema «La terra di Alvargonzález».

L’eremo di San Bartolomé
In fondo al canyon, l’eremo di San Bartolomé è una chiesa del XIII secolo, tra romanico e gotico, posata ai piedi della parete. A lungo è stato attribuito ai Templari, senza prove solide. La leggenda resiste, aiutata dai rosoni stellati dei suoi frontoni. Un’altra tradizione lo colloca alla stessa distanza dai due estremi della penisola. Lo si raggiunge a piedi in una mezz’ora scarsa dal parcheggio più vicino, seguendo il río.
Proprio davanti all’eremo, la Cueva Grande si apre nella parete. Il sentiero prosegue poi lungo il río. In fondo alle gole l’auto resta al parcheggio: tutto si fa a piedi.
I grifoni nidificano in colonia sulle cenge. Li si vede volteggiare sopra le gole, portati dall’aria calda. Durante la riproduzione alcune zone sono regolamentate. L’arrampicata è vietata in tutto il parco.
In fondo alle gole l’auto resta al parcheggio: tutto si fa a piedi.
I castelli del Duero
A sud del canyon, il Duero fu per quasi due secoli la frontiera tra al-Andalus e i regni cristiani. Il castello di Gormaz, costruito nel X secolo dai califfi, domina il fiume. La sua cinta misura oltre un chilometro di perimetro: era una delle più grandi fortezze d’Europa.
A Calatañazor, un detto vuole che Almanzor vi abbia «perso il tamburo» nel 1002, cioè la sua gloria. Morì poco dopo a Medinaceli. A El Burgo de Osma una cattedrale gotica domina una cittadina porticata. Vicino a Berlanga, l’eremo mozarabico di San Baudelio nasconde sotto un tetto semplicissimo una volta che ricade su un pilastro centrale, come le foglie di una palma.

Yanguas
Un borgo medievale di pietra e legno sulle rive del Cidacos, sotto le rovine del suo castello, in Tierras Altas quasi svuotate dei loro abitanti. Tutta la zona conserva nella roccia impronte di dinosauri.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da aprile a giugno, poi settembre. L’altopiano castigliano è duro d’inverno come in piena estate.
- Come arrivare
- Soria a 45 minuti, Burgos a un’ora e mezza, Madrid a due ore e mezza.
- Accesso
- Ingresso principale da Ucero, a sud del parco. Il fondo della gola si percorre a piedi.
- Dormire in van
- Un campeggio sulla strada da Ucero a San Leonardo, un’area camper a San Leonardo de Yagüe. Il campeggio libero è vietato nel parco naturale.
- Da sapere
- Alcune zone sono regolamentate durante la nidificazione dei rapaci: informarsi alla Casa del Parque di Ucero.
- Calcolare
- Due giorni per il canyon, cinque per l’anello che passa per Soria, l’Urbión e la valle del Duero.

Da non perdere
- 1L’eremo di San BartoloméUna chiesa del XIII secolo isolata in fondo alle gole, che una leggenda tenace vuole templare.
- 2La Cueva GrandeUna grotta aperta ai piedi della parete, proprio di fronte all’eremo.
- 3SoriaUn capoluogo di provincia senza turismo di massa, a tre quarti d’ora.
- 4Il mirador de la GalianaIl canyon visto dall’alto, da un balcone sospeso sopra le pareti, vicino a Ucero.
- 5Il castello di GormazUna fortezza califfale la cui cinta supera il chilometro di perimetro, sopra il Duero.
- 6San Baudelio de BerlangaUn piccolo eremo mozarabico la cui volta si apre come una palma.
Il Cañón del Río Lobos per immagini



La Laguna Negra, nella sierra de Urbión.
La tavola di Soria
La provincia vive delle sue pinete e delle sue greggi. Il burro di Soria, a denominazione d’origine, si mangia sul pane tostato; i torreznos, cubetti di pancetta croccante, accompagnano l’aperitivo in ogni bar.
In autunno le pinete si riempiono di raccoglitori: i funghi fanno stagione a sé. E a Burgos, la specialità da portare a casa è il sanguinaccio al riso, la morcilla.
Anello da Soria
- 1Monasterio de San Juan de Duero · Ermita de San Saturio · Numancia
- 2Laguna Negra de Urbión · Monumento natural de La Fuentona
- 3Castillo de Calatañazor · Castillo de Ucero · Ermita de San Bartolomé
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