La Calabria, dalla Costa degli Dei alle foreste della Sila

La punta dello stivale, tra due mari e quasi senza pianure: dalle scogliere di Tropea alla rupe di Scilla, dai templi della Magna Grecia ai pini della Sila. Una settimana ad anello da Lamezia Terme, prima lungo la costa, poi per la montagna.

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Tropea: il santuario di Santa Maria dell’Isola sul suo scoglio, sopra la spiaggia e un mare turchese.
Tropea: il santuario di Santa Maria dell’Isola sul suo scoglio, sopra la spiaggia e un mare turchese.

Dal mare alla montagna

In Calabria la strada passa di continuo dal mare alla montagna. La regione è una penisola stretta tra il Tirreno e lo Ionio, e le pianure ne coprono meno di un decimo. L’anello segue prima la costa occidentale, costeggia lo Stretto di Messina di fronte alla Sicilia, raggiunge la costa ionica e poi risale verso le foreste della Sila.

All’inizio del viaggio, la Costa degli Dei allinea cinquantacinque chilometri di sabbia e calette tra Pizzo e Nicotera. A Pizzo il castello aragonese porta il nome di Gioacchino Murat, cognato di Napoleone ed ex re di Napoli. Murat sbarcò a Pizzo l’8 ottobre 1815 per riprendersi il regno; arrestato il giorno stesso, fu fucilato nel castello cinque giorni dopo.

Più a sud, Tropea è costruita sull’orlo di una rupe; secondo la leggenda, l’avrebbe fondata Ercole. Più in basso, il santuario di Santa Maria dell’Isola occupa uno scoglio che un tempo era un’isola. Da Capo Vaticano, nelle giornate limpide, si vedono le Eolie, Stromboli in testa.

Chianalea, a Scilla: le case dei pescatori sul bordo dell’acqua.

Scilla e la Magna Grecia

Nel canto XII dell’Odissea, Ulisse deve passare tra due mostri: Scilla, nascosta nella sua rupe, e Cariddi, il vortice sulla sponda opposta. Lo Stretto di Messina ha conservato le sue correnti, e il paese di Scilla la sua rupe, sormontata dal castello Ruffo. Ai piedi del castello, le case di Chianalea, il borgo dei pescatori, sono costruite in riva al mare. Qui si caccia ancora il pesce spada con la fiocina: un avvistatore in cima all’albero, il fiocinatore in punta a una lunga passerella.

Tutta la costa ionica è stata greca. Il 16 agosto 1972, al largo di Riace, un sub dilettante vede un braccio scuro spuntare dalla sabbia. Appartiene a uno dei due guerrieri greci in bronzo del V secolo a.C. rimasti in fondo al mare. Oggi i Bronzi di Riace sono al Museo archeologico di Reggio Calabria, oltre una sala filtro climatizzata.

A Locri, Zaleuco redasse, secondo la tradizione, il primo codice di leggi scritte del mondo greco. A Kaulon, le fondamenta di un tempio dorico sono in riva al mare. La lingua ha resistito più a lungo dei templi. Intorno a Bova, nell’Aspromonte, qualche paese parla ancora il grecanico.

La lingua ha resistito più a lungo dei templi.

Da Gerace alla Sila

Per sfuggire alle incursioni venute dal mare, gli abitanti di Locri ripiegano a poco a poco su una rupe dell’entroterra: nascerà così Gerace. Più a nord, la Cattolica di Stilo è una piccola chiesa bizantina a cinque cupole. Ricorda che la Calabria ha pregato a lungo in greco. San Bruno, fondatore della Grande Certosa, morì nel 1101 nelle Serre, le montagne vicine.

Al centro della regione, la Sila, la Silva Brutia dei Romani, è un altopiano di pini laricio, faggi e laghi artificiali. L’abate Gioacchino da Fiore, che Dante colloca in Paradiso, vi fondò il suo monastero alla fine del XII secolo.

Capo Colonna: l’ultima colonna in piedi del tempio di Hera Lacinia, di fronte al mar Ionio.

Capo Colonna

Crotone, Calabria · a 40 minuti da Le Castella

Su questo capo battuto dallo Ionio, il tempio di Hera Lacinia allineava sei colonne doriche sulla fronte e quattordici sui lati; ne resta in piedi una sola. Secondo Tito Livio, Annibale vi dedicò un altare con inciso il racconto delle sue campagne, in punico e in greco.

Informazioni pratiche

Quando andare
Maggio-giugno e settembre-ottobre. Ad agosto la costa è presa d’assalto; la Sila resta fresca.
Come arrivare
Aeroporto a Lamezia Terme. Napoli è a quasi quattro ore, con l’A3 e poi l’A2, senza pedaggio da Salerno.
Accesso
Tutto asfaltato. Centri storici spesso in ZTL, controllata da telecamere: si parcheggia fuori. La SS106 Jonica è lenta.
Dormire in van
Campeggi e aree di sosta per camper su entrambe le coste, più rari in Sila. Strade strette verso Gerace, Stilo e Pentedattilo.
Da sapere
Il museo di Reggio è chiuso il lunedì. Da luglio 2026 i Giganti della Sila sono chiusi fino a data da destinarsi, dopo la caduta di due alberi; il vicino Casino Mollo resta aperto.
Calcolare
Una settimana per l’anello, otto giorni con una notte in più a Tropea.
Il lago Cecita, nella Sila, tra pinete e prati.
Il lago Cecita, nella Sila, tra pinete e prati.

Da non perdere

  1. 1La Chiesetta di PiedigrottaUna chiesa scavata nel tufo in riva alla spiaggia di Pizzo, popolata di statue scolpite nella roccia.
  2. 2Il lungomare di ReggioUna passeggiata affacciata sulla Sicilia e sull’Etna, detta «il chilometro più bello d’Italia».
  3. 3PentedattiloUn borgo quasi disabitato ai piedi di una rupe a forma di mano. La leggenda vi vede la mano insanguinata di un barone assassino.
  4. 4Le CastellaLa fortezza aragonese sul suo isolotto e la statua di Uluç Alì, detto Occhialì, nato qui e diventato grande ammiraglio ottomano.
  5. 5Santa SeverinaUn castello di origine normanna sul suo sperone e l’unico battistero bizantino della Calabria giunto quasi intatto fino a noi.
  6. 6Il Duomo di CosenzaIl monumento funebre di Isabella d’Aragona, regina di Francia morta in Calabria nel 1271, di ritorno dalla crociata di Tunisi.

La Calabria per immagini

La rupe a cinque dita di Pentedattilo.

La tavola calabrese

La Calabria cucina col peperoncino. È lui a fare la ’nduja di Spilinga, salume di maiale affumicato così morbido che si spalma. La cipolla rossa di Tropea si mangia cruda e a Pizzo il tartufo, gelato alla nocciola con il cuore di cioccolato, è nato negli anni Cinquanta.

Sullo Stretto, il pesce spada si mangia nel panino. La provincia di Reggio produce circa l’80% del bergamotto mondiale, l’agrume dell’acqua di Colonia. In Sila tocca al caciocavallo e ai porcini d’autunno; il rosso arriva da Cirò, sulla costa ionica.

Un itinerario accompagna questo articolo

Anello da Lamezia Terme

7 giorni 733 km ≈ 15 h di guida
Le tappe
  1. 1Chiesetta di Piedigrotta · Castello Murat · Grotte Zungri · Tropea
  2. 2Santuario di Santa Maria dell'Isola · Faro di Capo Vaticano · Monte Sant'Elia · Chianalea di Scilla
  3. 3Castello Ruffo · Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria · Lungomare Falcomatà · Pentedattilo
+ 4 giorni
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