Mostar e l’Erzegovina
Ponti ottomani sopra un fiume verde, altopiani di pietra e cascate dove fare il bagno. Cinque giorni ad anello da Mostar, dall’alta valle della Narenta fino a Trebinje.
La Narenta, il carsismo e i ponti
L’Erzegovina è la parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina. La Narenta, un fiume verde smeraldo, la attraversa. A nord di Mostar, la strada risale la sua gola tra pareti di calcare, poi costeggia un lago artificiale fino a Konjic e al suo vecchio ponte.
Mostar si visita a piedi, tra lo Stari Most, le moschee e il vecchio bazar. Più a sud si passa da Međugorje, dove nel 1981 sei ragazzi dissero di aver visto la Madonna, poi si fa il bagno ai piedi delle cascate di Kravica.
Verso est, la strada attraversa altopiani di pietra bianca e villaggi semivuoti, poi scende verso Trebinje, i suoi platani e il suo ponte ottomano. La città è nella Republika Srpska, l’altra entità del paese: nessun controllo, ma cartelli in cirillico.

L’eredità ottomana
A Blagaj, a venti minuti da Mostar, la tekke sorge sulla riva della Buna. Questa casa bianca del XVI secolo è un luogo di preghiera e di ritiro dei dervisci, i mistici dell’islam sufi. Il fiume esce da una grotta, ai piedi di una parete rocciosa. È una delle sorgenti più grandi d’Europa: circa 24 metri cubi al secondo in media. Sopra, un sentiero sale in circa un’ora alle rovine della fortezza.
Gli Ottomani hanno tenuto l’Erzegovina dal XV secolo fino al 1878. Vi hanno lasciato moschee, bagni e soprattutto ponti. Lo Stari Most di Mostar fu completato nel 1566 da Mimar Hayruddin, allievo del grande architetto Sinan. Il 9 novembre 1993 crollò sotto i colpi delle forze croato-bosniache. Ricostruito con la stessa pietra locale, ha riaperto nel 2004 e l’Unesco lo ha iscritto nel 2005. D’estate alcuni ragazzi si tuffano dal suo arco, una ventina di metri sopra l’acqua.
Il ponte di Konjic risale al 1682. Fatto saltare dai tedeschi nel 1945, è stato ricostruito nel 2009. Il ponte Arslanagić di Trebinje risalirebbe al 1574. A causa di una diga, fu smontato pietra per pietra e rimontato in città nel 1972. Počitelj, villaggio fortificato sopra la Narenta, ha ritrovato la sua moschea e la sua torre dopo la guerra.
Vi hanno lasciato moschee, bagni e soprattutto ponti.
Il carsismo dell’Erzegovina
Qui il sottosuolo è carsico: un calcare in cui l’acqua si infiltra e scorre sottoterra. In superficie si vedono altopiani sassosi e polje, pianure chiuse dal suolo fertile, come il Popovo polje. Sul suo bordo, la grotta di Vjetrenica, a Zavala, è patrimonio mondiale dal 2024. Vi sono state censite oltre 200 specie. Il suo nome significa «la grotta del vento»: d’estate, dall’ingresso esce una corrente d’aria fredda.
In questo calcare, nel Medioevo, sono stati scolpiti gli stećci, grandi pietre tombali tipiche della Bosnia ed Erzegovina e dei paesi vicini. Ventotto necropoli sono iscritte all’Unesco dal 2016, di cui venti nel paese. A Radimlja, vicino a Stolac, si vedono cacciatori, danze in cerchio e un uomo che alza una mano enorme.

Il lago di Borak
Un lago glaciale a 397 metri di altitudine, circondato da boschi, ai piedi del monte Prenj. D’estate ci si bagna in acqua fresca, lontano dalla folla di Kravica.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre. In primavera le cascate sono al massimo; l’estate è molto calda a Mostar. Pneumatici invernali dal 15 novembre al 15 aprile.
- Come arrivare
- Mostar è a circa tre ore da Spalato e da Dubrovnik. Un’auto immatricolata nell’UE o in Svizzera è assicurata senza carta verde; un’auto noleggiata in Croazia richiede il consenso scritto del noleggiatore.
- Accesso
- Strade asfaltate, ma lente e tortuose, strette verso Zavala e il lago di Borak. Anabbaglianti accesi anche di giorno.
- Dormire in van
- Campeggi a Blagaj, vicino a Kravica, a Međugorje e al lago di Borak. Restano zone minate segnalate: niente campeggio libero nei terreni incolti.
- Da sapere
- Si paga in marchi convertibili, spesso in contanti. Vjetrenica si visita con una guida, a circa 11 °C: porta una giacca.
- Calcolare
- Cinque giorni per l’anello, mezza giornata in più per il lago di Borak.

Da non perdere
- 1Il minareto della moschea di Koski Mehmed PasciàUna delle viste più belle sullo Stari Most.
- 2KujundžilukLa via lastricata del vecchio bazar e le sue botteghe del rame.
- 3Il cimitero dei PartigianiUn memoriale a terrazze di pietra di Bogdan Bogdanović, del 1965, a lungo lasciato all’abbandono.
- 4Il ponte di JablanicaUn ponte di ferro fatto saltare nel 1968 per il film La battaglia della Neretva.
- 5Le cascate di KravicaSalti d’acqua di circa 28 metri e un bacino dove fare il bagno.
- 6Hercegovačka GračanicaLa chiesa dove riposa il poeta Jovan Dučić, sopra Trebinje, da vedere al tramonto.
Mostar e l’Erzegovina per immagini



Il ponte Arslanagić e i suoi archi sulla Trebišnjica, a Trebinje.
La tavola dell’Erzegovina
La cucina è quella dei Balcani ottomani: ćevapi, piccole salsicce alla griglia servite in un pane piatto con la cipolla; foglie di vite e verdure ripiene. A Blagaj si mangia la trota in riva alla Buna. Il caffè bosniaco si serve in una piccola caffettiera di rame, con un lokum.
Quanto al vino, è la grande regione del paese. Il bianco si chiama žilavka, i rossi blatina e vranac. Vicino a Trebinje, il monastero di Tvrdoš conserva il suo vino in una cantina in parte del XV secolo. In autunno, fichi e melagrane si vendono lungo le strade intorno a Čapljina.
Anello da Mostar
+13tappe- 1Stari most · Koski Mehmed-pašina džamija · Karađoz-begova džamija · Partizansko groblje u Mostaru
- 2Most u Jablanici · Stari most (Konjic) · Tekija na Buni
- 3Vjetrenica · Манастир Тврдош · Arslanagića ćuprija · Херцеговачка Грачаница
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