La Bosnia, dall’Una a Sarajevo
La Bosnia è una terra di fiumi verdi, cascate e vecchie città ottomane. Questo viaggio la attraversa in cinque giorni, da Bihać e dal parco nazionale dell’Una fino a Sarajevo, passando per Jajce e Travnik.
Una strada di fiumi
Questo viaggio attraversa la Bosnia da ovest a est, quasi sempre lungo un fiume. Comincia sull’Una, verde smeraldo, tra pareti rocciose e boschi. A Bihać scorre ai piedi della città vecchia; a valle, il castello di Ostrožac e la fortezza di Bosanska Krupa la dominano dall’alto.
A sud, il parco nazionale dell’Una riceve molti meno visitatori di Plitvice, dall’altra parte del confine. A Štrbački buk il fiume fa un salto di circa 25 metri in cascate. Più avanti, la fortezza di Ostrovica domina Kulen Vakuf, e a Martin Brod l’Unac si unisce all’Una tra mulini e cascate. Si fa il bagno e si scende il fiume in rafting.
Poi la strada sale su altipiani di prati e faggi, passa da Ključ, costeggia il lago di Balkana e arriva a Jajce passando per i laghi della Pliva. Seguono Travnik, l’antica città dei visir, e infine Sarajevo, dopo una sosta alla sorgente della Bosna.

Jajce, la città dei re di Bosnia
Jajce sorge su una rupe, nel punto in cui la Pliva si getta nel Vrbas con una cascata di una ventina di metri, in pieno centro. Nel XV secolo è l’ultima residenza dei re di Bosnia. Nel 1463 gli Ottomani prendono la città e giustiziano l’ultimo re, Stjepan Tomašević. La tengono solo sei mesi: il re d’Ungheria la riconquista e la tiene fino al 1527. È una delle ultime città della Bosnia a cadere in mano agli Ottomani.
La fortezza domina la città vecchia. Subito sotto, le catacombe sono una chiesa scavata nella roccia. Secondo la tradizione, il duca Hrvoje Vukčić, fondatore della città, voleva esservi sepolto.
Il 29 novembre 1943 Jajce ospita la seconda sessione dell’AVNOJ, l’assemblea dei partigiani di Tito. Qui si decide che la Jugoslavia del dopoguerra sarà una federazione. Oggi la sala è un museo.
Qui è l’acqua a costruire le proprie dighe.
L’acqua e il calcare
Tutta la regione è un carso: un rilievo calcareo che la pioggia scioglie, scavato da grotte e fiumi sotterranei. L’acqua riemerge di colpo, in grandi sorgenti: la Krušnica vicino a Bosanska Krupa, Plava voda ai piedi della cittadella di Travnik, la sorgente della Bosna a Ilidža. Filtrata dalla roccia, è molto limpida.
Quest’acqua deposita una parte del suo calcare sui muschi. A poco a poco si forma una roccia porosa, il tufo calcareo, che sbarra il fiume a gradoni. Qui è l’acqua a costruire le proprie dighe. Lo si vede a Štrbački buk, a Martin Brod, sulla Pliva e a Plitvice. Queste dighe sono fragili: non ci si cammina sopra, e si fa il bagno solo nelle zone consentite.

I laghi di Plitvice
Sedici laghi a terrazze collegati da cascate, sullo stesso calcare dell’Una, patrimonio Unesco dal 1979. Si entra nello spazio Schengen: mettete in conto l’attesa al controllo. D’estate il biglietto a orario fisso si prenota online in anticipo.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da giugno a settembre per il bagno e il rafting. Maggio e ottobre sono più tranquilli.
- Come arrivare
- Bihać è vicino al confine con la Croazia, a 35 chilometri da Plitvice. Sarajevo ha un aeroporto internazionale.
- Accesso
- Strade lente, quasi tutte asfaltate. Verso Štrbački buk, gli ultimi 8 chilometri da Orašac sono stretti, in parte sterrati: un furgone passa, un camper grande con più fatica.
- Dormire in van
- Campeggi lungo l’Una, ai laghi della Pliva e a Ilidža, alle porte di Sarajevo.
- Da sapere
- Carta verde valida per la Bosnia (sigla BIH non barrata), fari accesi giorno e notte, dotazioni invernali dal 15 novembre al 15 aprile. Fuori dai sentieri restano delle mine: si resta sulle strade e sui sentieri segnalati.
- Calcolare
- Cinque giorni, più una giornata per Sarajevo e una per Plitvice.

Da non perdere
- 1Štrbački bukLa cascata più grande dell’Una, circa 25 metri a gradoni.
- 2Martin BrodLa confluenza tra l’Unac e l’Una, con le sue cascate e il monastero ortodosso di Rmanj.
- 3I mulini della PlivaUna ventina di piccoli mulini ad acqua in legno, i Mlinčići, su palafitte tra i due laghi della Pliva.
- 4TravnikL’antica città dei visir, con la moschea dipinta e la cittadella; qui è nato Ivo Andrić, premio Nobel 1961.
- 5Il tunnel della SperanzaScavato nel 1993 sotto la pista dell’aeroporto, collegava Sarajevo assediata al resto del paese; se ne percorre una ventina di metri.
- 6La Baščaršija e il ponte LatinoIl vecchio bazar di Sarajevo, fondato intorno al 1462, e a due passi il ponte accanto al quale Francesco Ferdinando viene assassinato il 28 giugno 1914.
La Bosnia per immagini



Travnik: tetti rossi, minareti, torre dell’orologio e cittadella sulla collina.
La tavola bosniaca
In riva all’Una si mangia la trota alla griglia. I forni vendono il burek di carne e le pite al formaggio o agli spinaci. A Travnik e a Sarajevo i ćevapi, piccole salsicce alla griglia, si servono in un pane piatto, il somun.
Sul monte Vlašić, sopra Travnik, si produce il formaggio di Travnik, un formaggio a pasta bianca conservato in salamoia. Come dolce, la tufahija è una mela cotta ripiena di noci. Alla Baščaršija il caffè bosniaco si serve in una piccola caffettiera di rame, la džezva, con un lokum.
Bihać → Sarajevo
+16tappe- 1Kapetanova kula · Fethija džamija · Ostrožac (Cazin) · Tvrđava u Bosanskoj Krupi
- 2Štrbački buk · Stari grad Ostrovica · Martin Brod · Manastir Rmanj
- 3Ključ na Sani · Plivska jezera · Pliva
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