La Route 66, da Chicago a Santa Monica
Quasi 4.000 chilometri e otto Stati, dai campi di mais dell’Illinois fino al Pacifico. Due settimane su una strada centenaria, tra motel al neon, deserti dell’Arizona e Grand Canyon.
Dall’Illinois al Pacifico
La Route 66 parte dal centro di Chicago e finisce quasi 4.000 chilometri più in là a Santa Monica, sul Pacifico. Si alternano la vecchia strada e l’autostrada che l’ha sostituita, soprattutto la I-40. I campi di mais dell’Illinois lasciano il posto alle colline boscose degli Ozark, poi alla grande prateria dell’Oklahoma e del Texas.
Ci si ferma per le curiosità a bordo strada: motel al neon a Tucumcari, una balena blu in uno stagno a Catoosa, dieci Cadillac piantate in un campo vicino ad Amarillo. Poi arrivano le mesa rosse del Nuovo Messico, Santa Fe e Albuquerque. In Arizona si incontrano i tepee di cemento del Wigwam Motel a Holbrook, poi l’angolo di strada di Winslow cantato dagli Eagles.
Il tratto intatto più lungo della vecchia strada è in Arizona: circa 260 chilometri da Seligman a Topock, sulle rive del fiume Colorado. Dopo Kingman sale a tornanti fino al passo Sitgreaves, a 1.093 metri, poi scende verso Oatman, dove asini in libertà occupano la strada principale. Restano il deserto del Mojave e Los Angeles.

Cent’anni di Route 66
Il suo numero viene proposto il 30 aprile 1926 con un telegramma partito da Springfield, nel Missouri. Da allora la città si definisce «culla della Route 66». La strada nasce ufficialmente l’11 novembre successivo e viene asfaltata per intero nel 1938. Lungo il percorso si moltiplicano le stazioni di servizio, come lo U-Drop Inn di Shamrock, in Texas, costruito nel 1936 in stile Art déco.
Nel 1939 John Steinbeck la chiama «Mother Road» in Furore: la strada dei contadini rovinati dal Dust Bowl, partiti per la California. Dopo la guerra diventa quella delle vacanze, cantata già nel 1946 da Nat King Cole. Le autostrade sostituiscono poi la Route 66, pezzo per pezzo. Williams è l’ultima città a essere aggirata, nel 1984.
La rinascita parte da Seligman. Nel 1987 il barbiere Angel Delgadillo vi fonda un’associazione che ottiene dall’Arizona di classificare la vecchia strada come «Historic Route 66». Nel 2006 il film Cars - Motori ruggenti si ispira a lei: lo U-Drop Inn vi diventa l’officina di Ramone.
Le autostrade sostituiscono poi la Route 66, pezzo per pezzo.
Deserti e terre dei nativi americani
Petrified Forest è l’unico parco nazionale attraversato dalla Route 66. Pali del telegrafo e una Studebaker del 1932 vi segnalano il vecchio tracciato. I suoi tronchi a terra hanno più di 200 milioni di anni; la silice ha preso il posto del legno. A nord, il Painted Desert mostra argille a strisce grigie e rosse. Più a ovest, il Meteor Crater, largo 1,2 chilometri, è stato scavato da un meteorite circa 50.000 anni fa.
I pueblo di Laguna e di Acoma sono ancora abitati, e Gallup vive ai margini della Navajo Nation. L’architetta Mary Colter ha costruito La Posada, un hotel-hacienda a Winslow, e la torre di Desert View, ispirata ai Pueblo. Ha anche ristrutturato il Painted Desert Inn.

Il Grand Canyon (versante sud)
Si raggiunge il versante sud con la AZ-64, oppure in treno con la Grand Canyon Railway. Il Rim Trail collega i belvedere fino a Hermits Rest. A est, la Desert View Drive porta alla torre di Mary Colter.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Aprile-maggio e settembre-ottobre. D’estate il Mojave supera spesso i 45 °C; d’inverno può nevicare verso Flagstaff e Williams.
- Come arrivare
- Si arriva a Chicago e si riparte da Los Angeles, con un’auto a noleggio di sola andata.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Nel Mojave, la vecchia strada tra Kelbaker Road ed Essex resta chiusa (lavori ai ponti): prendete la I-40, salvo riapertura annunciata dalla contea di San Bernardino. Fate il pieno e la scorta d’acqua a Needles.
- Dormire in van
- Campeggi e RV park in quasi tutte le città. Il passo Sitgreaves è sconsigliato ai veicoli di oltre 12 metri e ai rimorchi. A Los Angeles, dormite fuori città.
- Da sapere
- Dal 1° gennaio 2026 i visitatori non residenti pagano un supplemento al Grand Canyon. Il Turner Turnpike si paga senza caselli, con lettura della targa; la vecchia 66 lo costeggia gratis.
- Calcolare
- Due settimane, con diverse lunghe giornate di guida; tre per seguire ovunque la vecchia strada.

Da non perdere
- 1Il Chain of Rocks BridgeUn ponte del 1929 sul Mississippi, con una curva a metà, riservato a pedoni e ciclisti.
- 2Il Gateway ArchL’arco più alto del mondo, 192 metri, in cima al quale si sale in una piccola cabina.
- 3Il Cadillac RanchDieci Cadillac piantate con il muso nella terra nel 1974, che chiunque può ridipingere.
- 4Il Blue Hole di Santa RosaUna sorgente artesiana di un blu profondo, a 17 °C tutto l’anno, dove si fa il bagno.
- 5Tucumcari la seraLe insegne al neon dei vecchi motel si accendono al calar del sole.
- 6La Oatman HighwayI tornanti senza guardrail del passo Sitgreaves, poi Oatman e i suoi asini.
La Route 66 per immagini



Il Gateway Arch di Saint Louis.
La cucina della Route 66
A St. Louis, sulla vecchia strada, Ted Drewes serve una frozen custard così densa che ve la porgono a testa in giù. A Springfield, nell’Illinois, il Cozy Dog vende dal 1949 salsicce avvolte in una pastella di mais. Ad Amarillo, il Big Texan regala la sua bistecca da 72 once a chi la finisce in un’ora.
Nel Nuovo Messico tutto ruota intorno al chile, rosso o verde; «Christmas» vuol dire tutti e due. A Gallup si mangia il frybread navajo, una focaccia fritta, dolce o farcita come un taco.
Chicago → Santa Monica
+37tappe- 1The Art Institute of Chicago · Rialto Square Theatre · Route 66 Association Hall of Fame & Museum
- 2Lincoln Home National Historic Site · Chain of Rocks Park
- 3Gateway Arch · Meramec Caverns · Crawford County Historical · Roubidoux Spring
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