I paesi bianchi, Ronda e la Costa de la Luz
Paesi imbiancati a calce aggrappati alle sierre, una città tagliata in due da un burrone, poi l’Atlantico, le sue dune e il vento di Tarifa. Sei giorni ad anello da Jerez, tra le montagne di Cadice e la costa più selvaggia dell’Andalusia.
Dalle sierre all’Atlantico
L’anello parte da Jerez e sale verso le sierre, nell’entroterra di Cadice e di Málaga. Una ventina di paesi bianchi si susseguono, spesso stretti attorno a una chiesa e a un castello. Si lascia l’auto all’ingresso, si sale a piedi per vicoli in pendenza, poi si riprende una strada stretta e tortuosa fino al paese successivo. Vicino a Jerez, Arcos de la Frontera è arroccata sul bordo di una rupe, sopra la pianura del Guadalete.
Poi la strada scende verso l’Atlantico. La Costa de la Luz resta poco costruita. A Tarifa, la punta più meridionale dell’Europa continentale, il Marocco si vede a quattordici chilometri. Il levante vi soffia spesso forte, e ne ha fatto una delle capitali europee del kitesurf.
A Bolonia, una duna di una trentina di metri chiude una baia. Sul bordo della spiaggia si trovano le rovine romane di Baelo Claudia, una città che viveva di tonno e di garum, la salsa di pesce dei Romani. Più avanti si alza il faro di capo Trafalgar. Al largo di questo capo Nelson sconfisse la flotta franco-spagnola nel 1805.

I paesi della Frontera
Molte città e molti paesi della regione portano il nome «de la Frontera»: Arcos, Jerez, Vejer, Castellar. Per più di due secoli, prima della caduta di Granada nel 1492, questa regione fu il confine tra la Castiglia e il regno nasride. Vejer de la Frontera è arroccata su una collina, a pochi chilometri dal mare. Ha conservato le sue mura e i suoi vicoli bianchi.
Le donne di Vejer portavano il cobijado, un velo nero che lasciava scoperto un solo occhio, fino al suo divieto negli anni Trenta. In tutta la regione i paesi sono imbiancati a calce, da cui il loro nome di pueblos blancos. La calce proteggeva dal caldo; la si ripassa ancora ogni anno.
Tra Ronda e Arcos, la Sierra de Grazalema è uno dei luoghi più piovosi di Spagna. Le nuvole che arrivano dall’Atlantico vi lasciano a volte più di due metri d’acqua l’anno. La sierra ospita una foresta rara di abeti di Spagna, il pinsapo, relitto delle glaciazioni. Zahara de la Sierra, sotto la torre del suo castello, domina un lago artificiale color turchese. A Setenil de las Bodegas le case sono costruite sotto strapiombi di roccia; alcune strade hanno un soffitto di pietra. La vicina Olvera si allunga su una cresta, con il suo castello in cima.
La calce proteggeva dal caldo; la si ripassa ancora ogni anno.
Ronda, la città del burrone
Ronda sorge su un altopiano tagliato in due dal Tajo, una gola profonda un centinaio di metri scavata dal Guadalevín. Il Puente Nuevo scavalca la gola. Terminato nel 1793 dopo più di trent’anni di lavori, collega la città vecchia araba al quartiere del Mercadillo.
La città possiede una delle più antiche arene di Spagna, quella della Real Maestranza, inaugurata nel 1785. Hemingway e Orson Welles ci venivano spesso. Le ceneri di Welles riposano in una tenuta dei dintorni.

Cueva de la Pileta
Una grotta decorata da pitture preistoriche, scoperta nel 1905 da un contadino che cercava guano, e ancora gestita dalla sua famiglia. La si visita alla luce delle lampade, in piccoli gruppi, come un tempo.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da marzo a giugno, poi settembre-ottobre. D’estate la costa si riempie e l’interno supera spesso i 35 °C.
- Come arrivare
- Jerez ha un aeroporto. Siviglia è a un’ora da Jerez; Málaga, a un’ora e mezza da Ronda.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Le strade della sierra sono strette e tortuose; nei paesi si lascia l’auto all’ingresso.
- Dormire in van
- Campeggi sulla costa, da Conil a Tarifa, e nella sierra. D’estate la sosta notturna sul litorale è sorvegliata e spesso multata.
- Da sapere
- Quando il levante soffia forte, le spiagge di Tarifa e di Bolonia diventano difficili da vivere: tenere un giorno di margine.
- Calcolare
- Sei giorni per l’anello, otto per aggiungere Siviglia o la riserva di Doñana.

Da non perdere
- 1Il Puente NuevoIl ponte di Ronda, da guardare anche dal basso, dal sentiero che scende nella gola.
- 2Arcos de la FronteraUna città vecchia arroccata sul bordo di una rupe, sopra la pianura del Guadalete.
- 3Setenil de las BodegasCase e strade costruite sotto la roccia.
- 4Baelo ClaudiaUna città romana sul bordo di una spiaggia di sabbia bianca.
- 5Vejer de la FronteraVicoli bianchi e la vista sull’Atlantico.
- 6CadiceUna città quasi circondata dal mare, fondata secondo la tradizione dai Fenici tremila anni fa.
I paesi bianchi per immagini



Setenil de las Bodegas e le sue case sotto la roccia.
La tavola di Cadice
Jerez e Sanlúcar sono le città dello sherry: il fino, secco e pallido; la manzanilla di Sanlúcar, che prende un gusto salino sul bordo dell’estuario; l’oloroso, più ambrato. Si assaggiano nelle bodegas, cantine dall’aria di cattedrale.
Sulla costa, il tonno rosso dell’almadraba, pescato in primavera con reti fisse secondo una tecnica antichissima, fa la fama di Barbate e di Zahara de los Atunes. A Sanlúcar si mangiano i langostinos dell’estuario e le tortillitas de camarones, sottili frittelle di gamberetti.
Anello da Jerez de la Frontera
+11tappe- 1Alcázar de Jerez de la Frontera · Castillo de Arcos de la Frontera
- 2Castillo de Zahara de la Sierra · Grazalema
- 3Setenil de las Bodegas · Puente Nuevo · Real Maestranza de Ronda
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