La valle del Douro, un vigneto scolpito nello scisto

A monte di Porto, il Douro scorre tra versanti di scisto che generazioni di viticoltori hanno trasformato in terrazze. Sei giorni ad anello, dalle cantine di Gaia ai confini del Douro Superiore, passando per Lamego, Pinhão e i belvedere.

Portogallo
Patrimonio e cultura Autunno 4–6 giorni In coppia Imperdibili
Dal belvedere di Casal de Loivos: le terrazze di vigne e di ulivi, l’ansa del fiume e Pinhão.
Dal belvedere di Casal de Loivos: le terrazze di vigne e di ulivi, l’ansa del fiume e Pinhão.

Le strade della valle

A un’ora da Porto, superata la Serra do Marão, il paesaggio cambia. Le colline si stringono, la pioggia si fa rara e sui versanti del Douro si susseguono terrazze di vigna. Da Régua a Pinhão, la N222 segue l’acqua, curva dopo curva, tra le quintas, le tenute vinicole. Dal molo di Pinhão, battelli e rabelos fanno un giro di un’ora tra le terrazze.

Più in alto, piccole strade ripide salgono ai belvedere. Miguel Torga amava il belvedere di São Leonardo de Galafura. Nel suo diario, il poeta chiama la valle «un poema geologico».

Verso est, la valle diventa più calda e più secca: è il Douro Superiore, fino al confine. Alla confluenza del Côa, un museo presenta le sue incisioni paleolitiche. Si visitano in fuoristrada con una guida del parco. A Penascosa, la sera, una lampada a luce radente le fa apparire sulla roccia.

Dalla funivia di Gaia: i rabelos ormeggiati davanti alle cantine, il ponte Dom Luís I e la Serra do Pilar.

Il porto, dalla valle alle cantine di Gaia

Il porto nasce come affare inglese. Il trattato di Methuen, nel 1703, concede ai vini portoghesi dazi di favore in Inghilterra. Perché resista alla traversata, al vino si aggiunge acquavite. A poco a poco la si versa durante la fermentazione: la blocca e conserva al vino il suo zucchero. Per secoli il vino ha disceso il fiume a bordo dei rabelos, barche a fondo piatto guidate da un lungo remo. Ancora oggi invecchia in buona parte a Vila Nova de Gaia, di fronte a Porto, in cantine dai nomi spesso inglesi.

Fino al 1986 il porto si poteva esportare solo da Gaia. La funivia sorvola i tetti delle cantine, ai piedi del ponte Dom Luís I. Questa arcata di ferro, inaugurata nel 1886, è stata progettata da Théophile Seyrig, già socio di Eiffel.

Il successo del porto attira la frode. Nel 1756 Pombal, ministro del re, crea una compagnia che controlla il commercio. Dal 1758 al 1761 il vigneto viene delimitato con 335 cippi di granito su cui è incisa la parola «Feitoria». Il Douro passa spesso per la prima regione vinicola delimitata e regolamentata al mondo. A Régua, il Museu do Douro occupa l’antica sede della compagnia.

Questo paesaggio non ha nulla di naturale: è stato costruito, muro dopo muro.

Le terrazze di scisto

Questo paesaggio non ha nulla di naturale: è stato costruito, muro dopo muro. Si è spezzato lo scisto e si sono innalzati i socalcos, terrazze strette sostenute da muretti a secco. La fillossera, arrivata nel 1863, ne ha mandati in rovina molti. Queste terrazze morte, i mortórios, oggi portano ulivi o mandorli. Dagli anni Settanta le ruspe scavano anche terrazze di terra. L’Unesco ha iscritto l’Alto Douro vitivinicolo nel patrimonio mondiale nel 2001.

A lungo le rapide del Cachão da Valeira fermano le barche. Vengono fatte saltare tra il 1780 e il 1792, e la vigna risale il fiume. Nel 1861, però, un naufragio vi costa la vita al barone Forrester, cartografo del fiume. Dona Antónia Ferreira, la «Ferreirinha», ne esce viva: le sue gonne, si dice, l’hanno tenuta a galla. Nel 1877 acquista le terre di Vale Meão, vicino a Pocinho. Queste vigne danno, nel 1952, il primo Barca Velha, un grande rosso del Douro.

Il castello di Penedono, i suoi merli posati su un caos di granito.

Castelo de Penedono

Penedono, distretto di Viseu · a 30 minuti da São Salvador do Mundo

Un piccolo castello irto di merli, posato su un caos di massi granitici. La tradizione vi fa nascere il Magriço, uno dei Dodici d’Inghilterra cantati da Camões nei Lusiadi.

Informazioni pratiche

Quando andare
Maggio-giugno, poi da metà settembre a ottobre. A settembre la vendemmia anima le quintas; l’estate è torrida.
Come arrivare
Aeroporto a Porto. Régua a un’ora e un quarto di strada, Foz Côa a circa due ore e mezza. Pedaggi fino ad Amarante; dall’aeroporto, l’A41 ha un pedaggio elettronico.
Accesso
Asfalto ovunque, tranne gli ultimi metri a Numão, a Galafura e al castello di Castelo Melhor. N222 tortuosa, salite ai belvedere strette e ripide. A Ucanha, attraversare il ponte a piedi.
Dormire in van
Campeggi e aree attrezzate. Nelle zone Natura 2000 e nelle aree protette, tra cui la valle del Côa, il pernottamento in camper è vietato fuori dai luoghi autorizzati.
Da sapere
Prenotazione consigliata per le incisioni del Côa; la visita notturna parte da Castelo Melhor. Il museo chiude il lunedì da novembre a marzo.
Calcolare
Sei giorni ad anello da Porto; tre per Régua, Lamego e Pinhão.
La Quinta das Carvalhas e le sue terrazze di vigna, sulla riva del Douro, di fronte a Pinhão.
La Quinta das Carvalhas e le sue terrazze di vigna, sulla riva del Douro, di fronte a Pinhão.

Da non perdere

  1. 1La stazione di São BentoCirca ventimila azulejos di Jorge Colaço vi raccontano la storia del Portogallo.
  2. 2São Leonardo de GalafuraIl belvedere di Torga, sopra Régua, al tramonto.
  3. 3Il santuario di LamegoUna scalinata barocca di 686 gradini sale a Nossa Senhora dos Remédios.
  4. 4Il ponte di UcanhaUna torre sorveglia il ponte dove l’abbazia di Salzedas riscuoteva un pedaggio.
  5. 5La stazione di PinhãoI suoi pannelli di azulejos degli anni Trenta mostrano la vendemmia e i rabelos.
  6. 6Il palazzo di MateusLa sua facciata orna l’etichetta del Mateus Rosé, un vino che non vi è mai stato prodotto.

La valle del Douro per immagini

A Penascosa, la sagoma di un animale incisa nello scisto nel Paleolitico.

La tavola del Douro

Il porto si assaggia nelle quintas e nelle cantine di Gaia; come aperitivo il porto bianco si beve allungato con acqua tonica. La valle produce anche grandi rossi secchi, Lamego il suo espumante e Favaios, sull’altopiano, il suo moscatel e il suo pane.

Il cabrito, capretto arrosto al forno con il suo riso, è il piatto delle feste. Lamego va fiera del suo presunto, il prosciutto crudo, e della sua bôla farcita di salumi. A Porto, la francesinha, un sandwich ricoperto di formaggio fuso e di salsa, sazia per tutta la giornata.

Un itinerario accompagna questo articolo

Anello da Porto

6 giorni 575 km ≈ 11 h di guida
Le tappe
  1. 1Estação Ferroviária de Porto — São Bento · Sé do Porto · Ponte de D. Luís · Teleférico de Vila Nova de Gaia
  2. 2Ponte de São Gonçalo · Museu do Douro · Miradouro de São Leonardo de Galafura
  3. 3Capela de São Pedro de Balsemão · Torre de Ucanha · Mosteiro de São João de Tarouca · Santuário de Nossa Senhora dos Remédios
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