Il Douro internazionale, la frontiera in fondo al canyon
Per oltre cento chilometri il fiume scava la frontiera tra Portogallo e Spagna. Da Bragança a Foz Côa i paesi restano arroccati, la strada passa da una sponda all’altra sul coronamento delle dighe e i belvedere fanno tutto il viaggio.
Una strada sul bordo del canyon
Qui il Douro non ha nulla dei vigneti terrazzati dell’Alto Douro, più a valle. Scorre in fondo a un canyon profondo diverse centinaia di metri, e questo canyon è il confine: riva destra il Portogallo, riva sinistra la Spagna. La strada segue soprattutto l’altopiano, e brevi diramazioni portano ai belvedere sopra il fiume. Sopra il vuoto passano grifoni, capovaccai, aquile reali e cicogne nere.
Il viaggio parte da Bragança, la città che ha dato il nome alla dinastia dei Braganza, sul trono del Portogallo dal 1640 al 1910. La sua cittadella è tuttora abitata. Dentro la cinta si trovano anche la Domus Municipalis, edificio romanico costruito sopra una cisterna, e il museo iberico della maschera.
Più a sud-est, Miranda do Douro sorge sul bordo del canyon. Qui si parla ancora il mirandese, una lingua asturleonese riconosciuta per legge nel 1999. Ai piedi della città, vicino alla diga, un battello risale il tratto più stretto del canyon, tra pareti verticali.

Le Arribes e le dighe
Sul versante spagnolo il canyon prende il nome di Arribes del Duero. Fermoselle è costruita su uno sperone sopra la confluenza del Tormes, e sotto le sue case ci sono cantine scavate nella roccia. A Pereña l’Uces fa un salto di cinquanta metri nel Pozo de los Humos. Ad Aldeadávila il Mirador del Fraile domina la diga dove fu girato il finale del «Dottor Živago». In fondo al canyon l’inverno è mite: ulivi e mandorli crescono sui terrazzamenti, e perfino aranci a Vilvestre.
A metà del Novecento una serie di dighe — Miranda, Picote, Bemposta, Aldeadávila, Saucelle — ha trasformato il fiume in una successione di laghi artificiali. Un accordo del 1927 ha ripartito l’energia del fiume: il tratto a monte al Portogallo, quello a valle alla Spagna.
Il confine segue l’acqua, e a volte si passa da un paese all’altro sul coronamento di una diga. Fissato in gran parte nel 1297 dal trattato di Alcañices, questo confine è uno dei più antichi del mondo ancora in vigore.
Il confine segue l’acqua, e a volte si passa da un paese all’altro sul coronamento di una diga.
Le incisioni del Côa
Negli anni Novanta una diga avrebbe dovuto sommergere la valle del Côa, un affluente del Douro. Gli archeologi del cantiere vi individuarono migliaia di incisioni rupestri: cavalli, uri e stambecchi tracciati sullo scisto. Le più antiche, del Paleolitico, hanno oltre ventimila anni.
Una campagna nazionale, condotta con lo slogan «As gravuras não sabem nadar» (le incisioni non sanno nuotare), fece fermare il cantiere nel 1995. Tre anni dopo l’arte rupestre del Côa entrava nel patrimonio mondiale dell’Unesco. Il museo che la presenta ha aperto nel 2010. Su questo itinerario solo il cavallo di Mazouco, vicino a Freixo, si può vedere senza guida.

Castelo de Marialva
Una delle dodici aldeias históricas del Portogallo: una cittadella in rovina su uno sperone di granito, ai cui piedi restano le vestigia della città romana, Civitas Aravorum. Prima del 1297 il confine seguiva il Côa, e Marialva lo sorvegliava.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Aprile-maggio e settembre-ottobre. L’estate è torrida in fondo alle valli.
- Come arrivare
- Bragança è a poco più di due ore da Porto, Foz Côa a due ore e mezza.
- Accesso
- Quasi tutto è asfaltato; brevi sterrati portano a São João das Arribas e al Mirador de las Barrancas. I coronamenti delle dighe sono stretti.
- Dormire in van
- Campeggi a Miranda e a Mogadouro, aree di sosta a Bragança, Aldeadávila e Freixo. In Portogallo, pernottamento vietato fuori dai luoghi autorizzati nelle zone protette e nei siti Natura 2000; altrove, al massimo 48 ore per comune.
- Da sapere
- Si passa il confine più volte: tenere a portata i documenti del veicolo. La Spagna è avanti di un’ora. Al Côa, prenotazione consigliata per le visite guidate dei siti.
- Calcolare
- Sei giorni da Bragança a Foz Côa, una settimana con Marialva e la piazzaforte di Almeida.

Da non perdere
- 1La cittadella di BragançaIl mastio, la Domus Municipalis e il museo della maschera, dentro la stessa cinta.
- 2Miranda do DouroUn’antica sede vescovile sul bordo del canyon, dove si parla ancora il mirandese.
- 3I belvedere del lato spagnoloLe Barrancas, il Fraile, Vilvestre: il canyon visto dalla Spagna.
- 4Freixo de Espada à CintaUn borgo di granito e la sua chiesa manuelina, in mezzo ai mandorli.
- 5Il Museu do CôaLe incisioni paleolitiche della valle del Côa e il museo che le spiega.
- 6Castelo RodrigoUn borgo fortificato, con le rovine di un palazzo che gli abitanti diedero alle fiamme nel 1640, alla fine della dominazione spagnola.
Il Douro internazionale per immagini



La cittadella di Bragança: il mastio, la cinta merlata e, a destra, la torre della Principessa.
La tavola dell’altopiano
L’altopiano mirandese ha la sua razza bovina, la mirandesa, e il suo piatto, la posta mirandesa: una spessa fetta grigliata sulla brace di legna, servita senza cerimonie. Le alheiras, salsicce di pane, pollame e maiale, hanno la loro capitale a Mirandela, a tre quarti d’ora da Bragança.
Tra fine febbraio e inizio marzo, i mandorli in fiore imbiancano i versanti attorno a Freixo e a Foz Côa. Il viaggio finisce con un bicchiere di porto, nella valle dove lo si produce.
Bragança → Vila Nova de Foz Côa
- 1Castelo de Bragança · Castelo de Algoso · Miranda do Douro
- 2Miradouro de São João das Arribas · Mirador de las Barrancas · Miradouro da Fraga do Puio · Castelo de Mogadouro
- 3Fermoselle · Pereña de la Ribera · Mirador del Fraile · Presa de Aldeadávila
Gratis, senza account — riparti dai suoi luoghi, a modo tuo.
Un punto di partenza, qualche desiderio — ViaLooma compone l’itinerario giorno per giorno, mappa, tappe e roadbook inclusi.