L’Epiro, dallo Zagori alla baia di Parga
Villaggi di pietra sopra la gola di Vikos, ponti ad arco, il Pindo, poi il mar Ionio. Un giro ad anello di sei giorni da Giannina, nel nord-ovest della Grecia.
Lo Zagori, il Pindo e il mar Ionio
L’Epiro è la regione di montagna del nord-ovest della Grecia, al confine con l’Albania. A nord di Giannina, lo Zagori conta 46 villaggi di pietra grigia con i tetti di lastre di pietra, collegati da strade strette e tortuose. Da Monodendri, una stradina attraversa la «foresta di pietra», rocce di calcare impilate a strati, fino al belvedere di Oxya, sopra la gola di Vikos.
Più a ovest, la strada scende a tornanti da Aristi verso il fiume Voidomatis, poi risale a Papingo, ai piedi delle pareti del monte Tymfi. Vicino al paese, il torrente ha scavato delle vasche dove d’estate si fa il bagno. A sud-est, nel Pindo, il lago Aoos si stende a circa 1.350 metri di quota, tra boschi e pascoli.
Poi si scende verso il mare. Vicino a Glyki si risale a piedi l’Acheronte, il fiume degli Inferi degli antichi Greci, spesso con i piedi nell’acqua fredda. Più a sud, vicino a Preveza, si visitano le rovine di Nicopoli, la città che Ottaviano fondò dopo la vittoria di Azio. Parga occupa una baia ai piedi di un castello veneziano.

I villaggi dello Zagori
I villaggi dello Zagori sono collegati da mulattiere lastricate, i kalderimia, e da ponti di pietra ad arco. Uno dei più fotografati, vicino a Kipi, ha tre archi. Secondo i racconti locali, un abate, Serafim, lo fece ricostruire in pietra nel 1814, al posto di un ponte di legno: lo si chiama Kalogeriko, «il ponte del monaco». Si dice anche ponte di Plakidas, dal nome della famiglia che pagò la riparazione negli anni Sessanta dell’Ottocento.
Nel 2023 l’Unesco ha iscritto il paesaggio culturale dello Zagori nel patrimonio mondiale. A essere protetto è il modo in cui gli abitanti hanno modellato la montagna. Sotto gli Ottomani, i villaggi formavano una comunità autonoma, il Koinon dello Zagori, guidata da un consiglio di anziani, fino al 1868.
Molti uomini partivano a commerciare a Costantinopoli, in Romania o in Russia. Il denaro che mandavano a casa pagò i ponti, le fontane, le scuole, le chiese e grandi case di pietra.
A essere protetto è il modo in cui gli abitanti hanno modellato la montagna.
Giannina e Ali Pascià
Giannina, la città principale dell’Epiro, sorge sulla riva del lago Pamvotis. Dal 1788 al 1822 è la capitale di Ali Pascià, un governatore ottomano di origine albanese che regna quasi da sovrano. Dentro le mura del Kastro, la cittadella di Its Kale ospita la moschea Fethiye, vicino alla quale si trova la sua tomba.
Nel dicembre 1803 le sue truppe prendono Souli. Secondo la tradizione, alcune donne suliote si gettano allora danzando dall’alto della rupe di Zalongo, piuttosto che arrendersi. Nel 1819 i britannici gli cedono Parga, e quasi tutti gli abitanti partono per Corfù. Ali Pascià viene ucciso nel 1822 sull’isola del lago, nel monastero di Agios Panteleimon, che si raggiunge in barca.

Monastero della Panagia Molyvdoskepastos
Un monastero bizantino il cui nome significa «coperto di piombo», vicino al confine albanese, alla confluenza tra l’Aoos e il Sarantaporos. Secondo la tradizione lo fondò l’imperatore Costantino IV Pogonato nel VII secolo. La chiesa conserva degli affreschi, alcuni dei quali risalgono all’epoca bizantina.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre. D’estate la costa è affollata; d’inverno la neve può coprire il Pindo.
- Come arrivare
- Giannina ha un aeroporto e si trova a circa un’ora da Igoumenitsa, dove arrivano i traghetti dall’Italia.
- Accesso
- Tutto è asfaltato. Le strade dello Zagori sono strette e a tornanti, difficili per i veicoli di oltre 7 metri. Autostrade a pedaggio.
- Dormire in van
- Campeggi sulla riva del lago di Giannina e intorno a Parga. Il campeggio libero è vietato; la sosta fuori dai campeggi è molto regolamentata, informati sul posto.
- Da sapere
- A Papingo e a Monodendri si parcheggia all’ingresso del paese. Il belvedere di Beloi, di fronte a Oxya, si raggiunge solo a piedi, da Vradeto.
- Calcolare
- Sei giorni per l’anello, uno in più per scendere a piedi nella gola di Vikos.

Da non perdere
- 1La gola di VikosIl Guinness dei primati l’ha citata come la più profonda del mondo in rapporto alla sua larghezza, un titolo contestato.
- 2La grotta di PeramaScoperta nel 1940 da abitanti che fuggivano dai bombardamenti, a 4 chilometri da Giannina.
- 3Il ponte di KonitsaUn unico arco costruito intorno al 1870 e, sotto, una campana che suonava quando il vento diventava pericoloso.
- 4MetsovoIl borgo degli Aromeni, o Valacchi, che parlano una lingua romanza; qui si visita la pinacoteca Averoff.
- 5Il ponte di ArtaSecondo la ballata crollava ogni notte, finché il costruttore murò viva sua moglie nelle fondamenta.
- 6DodonaIl santuario di Zeus, il cui oracolo rispondeva con il fruscio di una quercia, e il suo teatro del III secolo a.C.
L’Epiro per immagini



L’unico arco del ponte di Konitsa sopra i ciottoli dell’Aoos.
La tavola dell’Epiro
L’Epiro è la terra delle pites, torte salate di pasta fillo tirata a mano, ripiene di erbe selvatiche, porri, formaggio o carne. A Giannina si mangia anche le rane e le anguille del lago. In montagna si servono l’agnello, il capretto e il metsovone, un formaggio affumicato di Metsovo.
Giannina è famosa per il suo baklava. Metsovo ha il suo vino, il Katogi Averoff, e ovunque si beve lo tsipouro, un’acquavite di vinacce. A Parga si mangia pesce alla griglia.
Anello da Giannina
+14tappe- 1Κάστρο Ιωαννίνων · Σπήλαιο Περάματος
- 2Γεφύρι Καλογερικό · Γεφύρι Κόκκορη · Μονοδένδρι Ιωαννίνων
- 3Βίκος Ιωαννίνων · Πάπιγκο Ιωαννίνων · Γεφύρι της Κόνιτσας
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