La Svizzera sassone, da Dresda alle rocce dell’Elba
A mezz’ora da Dresda, l’Elba scorre tra torri di arenaria, boschi di faggi e fortezze arroccate. Questo viaggio fa il giro della regione in quattro giorni, dalla Bastei agli Schrammsteine fino a Königstein.
Una valle tra le rocce
Uscendo da Dresda verso monte, la strada segue l’Elba. Le sponde si stringono presto e sopra i boschi compaiono pareti di arenaria. I pedoni cambiano riva in traghetto, a Rathen, a Königstein o a Bad Schandau, e sul fiume navigano ancora vecchi battelli a pale.
Il momento più bello è la Bastei, un belvedere a quasi 200 metri sopra l’Elba. Un ponte di pietra del 1851 vi collega delle guglie di arenaria. Meglio arrivare presto, quando la nebbia riempie la valle. Da lì delle scale scendono verso il villaggio di Rathen e, quando il sentiero è aperto, verso l’Amselsee, un piccolo lago. A Rathen c’è un teatro all’aperto ricavato tra le rocce.
Più a est, la valle della Kirnitzsch si addentra sotto i faggi. Un piccolo tram, in servizio dal 1898, la risale fino alla cascata di Lichtenhain. Dal 1830 vi si trattiene l’acqua, poi la si libera davanti ai visitatori. Sopra Bad Schandau, la cresta degli Schrammsteine si percorre su scale di ferro.

Dresda e la corte di Sassonia
Nel Settecento Augusto il Forte, elettore di Sassonia e re di Polonia, fa di Dresda una capitale barocca, soprannominata la Firenze sull’Elba. La grande chiesa della città, la Frauenkirche, crolla il 15 febbraio 1945, dopo i bombardamenti alleati. Le rovine restano così per quasi cinquant’anni. Ricostruita con una parte delle pietre originali, più scure di quelle nuove, viene consacrata di nuovo nel 2005. La croce della cupola è stata realizzata da un orafo londinese il cui padre aveva bombardato Dresda.
A monte, il palazzo di Pillnitz, residenza estiva della corte, ha tetti curvi alla cinese e una scalinata che scende fino all’Elba. Dal 1747 il pittore veneziano Bernardo Bellotto, nipote del Canaletto, dipinge Dresda, Königstein e Pirna per la corte.
La corte aveva anche le sue prigioni. La contessa di Cosel, favorita di Augusto il Forte caduta in disgrazia, visse rinchiusa nel castello di Stolpen dal 1716 alla sua morte, nel 1765.
Quelle rocce ricordavano la Svizzera ai due pittori.
L’arenaria e l’arrampicata
Questa arenaria si è formata sul fondo di un mare, nel Cretaceo. L’Elba e l’erosione l’hanno tagliata in altopiani, in rilievi isolati come il Lilienstein e in più di 1.100 guglie. Il parco nazionale sassone risale al 1990. Il nome di Svizzera sassone viene da due pittori svizzeri arrivati all’accademia di Dresda nel 1766, Adrian Zingg e Anton Graff. Quelle rocce ricordavano la Svizzera ai due pittori. Oggi il Malerweg, il sentiero dei pittori, collega i panorami dipinti dai romantici.
La regione è anche una culla dell’arrampicata. Nel 1864 alcuni ginnasti di Bad Schandau raggiungono la cima del Falkenstein, di fronte agli Schrammsteine. Le regole sassoni, scritte nel 1913, valgono ancora oggi: nessun aiuto artificiale, niente magnesite. Dai sentieri si vedono cordate un po’ ovunque.

Pravčická brána
Il più grande arco naturale di arenaria d’Europa, con 26,5 metri di luce. L’auto resta a Hřensko, sul lato ceco, poi si sale a piedi; l’ingresso è a pagamento. Vicino al villaggio, le barche delle gole della Kamenice sono tornate in servizio dopo l’incendio del 2022.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre. In autunno i faggi cambiano colore. D’estate la Bastei è molto affollata.
- Come arrivare
- Dresda è a circa due ore di strada da Berlino e da Praga.
- Accesso
- Tutto asfaltato. La strada della Kirnitzsch è stretta. Alla Bastei il parcheggio in cima si riempie presto.
- Dormire in van
- Vietato passare la notte fuori dai luoghi autorizzati nel parco nazionale. Campeggi lungo l’Elba e la Kirnitzsch, aree sosta intorno a Sebnitz.
- Da sapere
- Nessuna zona a basse emissioni a Dresda. Dopo la tempesta del 31 luglio 2026, alcuni sentieri tra la Bastei, Rathen e Hohnstein restano chiusi: verifica prima di partire.
- Calcolare
- Quattro giorni per l’anello, uno in più per camminare o passare nella Svizzera boema.

Da non perdere
- 1La fortezza di KönigsteinMai espugnata, a 240 metri sopra l’Elba; il generale Giraud ne evase nel 1942 calandosi dalla parete.
- 2La camelia di PillnitzPiantata nel 1801, passa l’inverno sotto una serra montata su rotaie.
- 3Il pozzo di StolpenScavato a mano a partire dal 1608: ci vollero 22 anni per trovare l’acqua.
- 4Il KuhstallUn grande arco di roccia, a mezz’ora a piedi dalla cascata di Lichtenhain.
- 5Il castello di WeesensteinCostruito in parte dall’alto verso il basso: le scuderie sono al quarto livello, sotto le antiche cantine.
- 6PirnaUna piazza del mercato che somiglia ancora al quadro che ne fece Bellotto.
La Svizzera sassone per immagini



Il palazzo di Pillnitz e la sua scalinata che scende verso l’Elba.
La tavola sassone
La Sassonia ama i dolci. L’Eierschecke di Dresda sovrappone una base di pasta, del quark e una crema all’uovo. Lo Stollen di Dresda, pane natalizio alla frutta secca, ha un’indicazione geografica protetta. Al ristorante si trova il Sauerbraten, un arrosto di manzo marinato.
Tra Pirna e Diesbar-Seußlitz, la strada del vino sassone costeggia l’Elba per circa 60 chilometri. È il vigneto più a nord-est della Germania. Si beve soprattutto vino bianco. Il Goldriesling, un vitigno nato in Alsazia, ormai si coltiva quasi solo qui.
Anello da Dresda
+11tappe- 1Zwinger · Frauenkirche · Brühlsche Terrasse · Schloss Pillnitz
- 2Burg Stolpen · Bastei · Burg Hohnstein · Bad Schandau
- 3Schrammsteine · Lichtenhainer Wasserfall · Hinterhermsdorf
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