Il Périgord e la valle della Dordogna
Grotte dipinte più di diciassettemila anni fa, castelli che si fronteggiano sulle falesie della Dordogna, bastide e mercati del tartufo. Una settimana ad anello da Périgueux, attraverso i quattro colori del Périgord.
Il Périgord in auto
Il Périgord si visita al ritmo dei suoi fiumi. La strada segue la Dordogna e la Vézère, ai piedi di falesie calcaree, e passa da un villaggio di pietra chiara all’altro, a pochi chilometri di distanza. Ci si ferma per un castello, una grotta o un mercato, poi si riparte. A La Roque-Gageac le case sono allineate tra la falesia e l’acqua. Sotto il paese, le gabarre, barche a fondo piatto che un tempo portavano vino e legname fino a Libourne, accompagnano i visitatori sul fiume.
Sarlat è una delle città medievali e rinascimentali meglio conservate di Francia. Il sabato il mercato occupa tutte le piazze del centro.
Appena oltre il confine del Lot, Rocamadour è costruita sul fianco di una falesia, sopra il canyon dell’Alzou: un villaggio, dei santuari e un castello, uno sopra l’altro. Poco lontano, il Gouffre de Padirac porta a un fiume sotterraneo, a un centinaio di metri sotto terra, che si percorre in barca. In una settimana l’anello attraversa i quattro Périgord: il verde a nord per i prati, il bianco intorno a Périgueux per il calcare, il porpora intorno a Bergerac per le vigne e il nero intorno a Sarlat per i lecci.

La valle della Vézère
Lungo la Vézère, tra Montignac e Les Eyzies, quindici siti preistorici e grotte decorate sono patrimonio mondiale dal 1979. La grotta di Lascaux, scoperta nel 1940 da quattro ragazzi, è stata chiusa al pubblico nel 1963: il respiro dei visitatori danneggiava le pitture, vecchie di oltre diciassettemila anni. Si visita la sua replica completa, Lascaux IV, aperta nel 2016 a Montignac.
A Les Eyzies, Font-de-Gaume è una delle ultime grotte con pitture a colori ancora aperte al pubblico, in gruppi molto piccoli. Il riparo di Cro-Magnon, che ha dato il nome ai primi uomini moderni d’Europa, si trova anch’esso a Les Eyzies, come il Museo nazionale di Preistoria, costruito sotto un riparo della falesia.
Sullo stesso fiume, la Roque Saint-Christophe è una falesia scavata a terrazze per quasi un chilometro. È stata abitata dalla preistoria fino alla fine del XVI secolo.
Una fortezza francese da un lato, una fortezza inglese dall’altro.
I castelli della guerra dei Cent’anni
Durante la guerra dei Cent’anni la Dordogna fa da frontiera. Sulla riva nord, Beynac sta con il re di Francia; di fronte, Castelnaud passa più volte agli inglesi. Una fortezza francese da un lato, una fortezza inglese dall’altro. I due castelli si vedono da una riva all’altra. Oggi Castelnaud ospita un museo della guerra nel Medioevo.
Prima della guerra, i due re avevano fondato delle bastide, città nuove con una pianta regolare. Domme, fondata nel 1281 sotto Filippo III, sorge su un promontorio sopra la valle. Monpazier, fondata nel 1284 per il re d’Inghilterra Edoardo I, ha conservato la sua piazza porticata.

Collonges-la-Rouge
Un villaggio costruito interamente in arenaria rossa, manieri con torrette e case di notabili, in mezzo ai noci. È qui che è nata, nel 1982, l’associazione dei Plus Beaux Villages de France, i borghi più belli di Francia.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre. L’estate riempie la valle della Dordogna; l’inverno è la stagione dei mercati del tartufo, ma molti siti chiudono.
- Come arrivare
- Périgueux è a un’ora e mezza da Bordeaux e a cinque ore da Parigi. Aeroporti regionali a Bergerac e a Brive.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Le strade della valle sono strette e trafficate d’estate: i parcheggi dei villaggi si riempiono presto.
- Dormire in van
- Moltissimi campeggi lungo la Dordogna e la Vézère, aree camper nella maggior parte dei villaggi.
- Da sapere
- Lascaux IV, Font-de-Gaume e Padirac si prenotano online, d’estate con diversi giorni di anticipo; Font-de-Gaume limita il numero di visitatori.
- Calcolare
- Una settimana per l’anello, dieci giorni per aggiungere la valle del Lot e Saint-Cirq-Lapopie.

Da non perdere
- 1Lascaux IVLa replica integrale della grotta, il più vicino possibile alle pitture originali.
- 2La Roque Saint-ChristopheUna falesia abitata per quasi un chilometro, dai ripari preistorici al forte medievale.
- 3I giardini di MarqueyssacBossi potati a onde su uno sperone, e un belvedere sospeso sopra la Dordogna.
- 4Beynac e CastelnaudLe due fortezze rivali della guerra dei Cent’anni, una di fronte all’altra sul fiume.
- 5RocamadourLa città santuario aggrappata alla sua falesia, da guardare al tramonto da L’Hospitalet.
- 6BrantômeLa «Venezia del Périgord», la sua abbazia addossata alla falesia e i bracci della Dronne.
Il Périgord per immagini



Il castello di Beynac sulla sua falesia.
La tavola del Périgord
Il Périgord è la terra dell’anatra e dell’oca: foie gras, confit, magret, e le patate alla sarladaise, saltate nel grasso d’anatra con aglio e prezzemolo. D’inverno il tartufo nero si compra ai mercati di Sarlat e di Sainte-Alvère.
Le noci del Périgord hanno la loro denominazione d’origine, come il rocamadour, piccolo formaggio di capra. Dalle parti di Bergerac, il vigneto produce rossi e il monbazillac, un bianco dolce che si serve con il foie gras.
Anello da Périgueux
- 1Cathédrale Saint-Front · Château de Bourdeilles · Abbaye Saint-Pierre de Brantôme
- 2Château de Hautefort · Grotte de Lascaux · Saint-Amand-de-Coly
- 3Site de la Roque Saint-Christophe · Musée national de Préhistoire · Grotte de Font-de-Gaume
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