La Corsica, il giro dell’isola in dieci giorni
Una montagna in mezzo al mare: calanche di granito rosso, cittadelle genovesi, passi a oltre mille metri di quota, a venti chilometri dalle spiagge. Dieci giorni ad anello da Ajaccio, su strade lente e tortuose.
La strada attorno all’isola
In Corsica la strada sale, scende e gira quasi ovunque. L’isola è la più montuosa delle grandi isole del Mediterraneo: il Monte Cinto vi tocca i 2.706 metri, a meno di venticinque chilometri dalla costa. Si viaggia a una media di quaranta chilometri all’ora, e una tappa di cento chilometri riempie una giornata. È il prezzo dei paesaggi: meglio prevedere tappe brevi.
Sulla costa occidentale, tra Piana e Porto, la strada passa tra i pinnacoli di granito rosso delle calanche di Piana, sopra il mare. Il golfo di Porto, con queste calanche e la riserva di Scandola, è patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1983.
Più a nord, la Balagna allinea i suoi villaggi arroccati sopra Calvi e L’Île-Rousse. Sant’Antonino sarebbe uno dei villaggi abitati più antichi dell’isola. Pigna rivive grazie ai suoi artigiani e ai suoi musicisti. Verso Saint-Florent, la strada attraversa il deserto delle Agriate, una macchia quasi disabitata. In stagione, da Saint-Florent partono barche per le spiagge del Lotu e di Saleccia.

Corte, la capitale di Paoli
Per quasi cinque secoli la Corsica dipende dalla Repubblica di Genova. Nel 1755 Pasquale Paoli fonda una Corsica indipendente, dotata di una costituzione ispirata all’Illuminismo. Pone la sua capitale a Corte, arroccata su uno sperone al centro dell’isola. Qui fonda anche un’università, nel 1765. Chiusa dopo la conquista francese, ha come erede l’Università di Corsica, aperta a Corte nel 1981.
Genova cede l’isola alla Francia nel 1768. L’anno seguente Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio, nella casa di famiglia che oggi si visita. Dei Genovesi restano le cittadelle di Bastia, Calvi, Bonifacio e Saint-Florent, e le torri di avvistamento tonde, costruite contro i pirati barbareschi. Punteggiano ancora tutto il litorale.
Sopra Corte, le gole della Restonica risalgono verso i laghi d’alta quota. Dopo le piene del 2023 la strada è chiusa alle auto nel tratto superiore. In stagione una navetta sale da Corte, poi si raggiungono a piedi gli ovili di Grotelle e il lago di Melo.
Con il cielo terso, la Sardegna si vede a una dozzina di chilometri.
Bonifacio e il Sud
All’estremo sud, Bonifacio è posata su una falesia di calcare bianco che il mare ha scavato dal basso. La città alta domina le Bocche di Bonifacio. Con il cielo terso, la Sardegna si vede a una dozzina di chilometri. La Scala del Re d’Aragona scende lungo la falesia fino al mare in 187 gradini.
Sulla strada del ritorno verso Ajaccio si passa per Sartène, poi vicino al sito preistorico di Filitosa. Lì, nella valle del Taravo, statue-menhir dai volti scolpiti, alcune armate di spade, furono erette più di tremila anni fa.

Riserva naturale di Scandola
Questa penisola di rocce vulcaniche rosse, colonne d’organo e grotte marine è una riserva naturale dal 1975. Nessuna strada vi arriva. Le barche partono da Porto e da Calvi e passano per Girolata, un borgo di pescatori che si raggiunge solo a piedi o dal mare.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre. A luglio e agosto strade e traghetti sono saturi; d’inverno i passi possono essere innevati.
- Come arrivare
- Traghetti da Marsiglia, Tolone e Nizza per Ajaccio e Bastia, e da Livorno e Savona per Bastia. Per l’estate, prenotare presto la traversata del van.
- Accesso
- Tutto asfaltato, ma stretto e tortuoso. Mucche e maiali allo stato brado attraversano spesso la strada.
- Dormire in van
- Il campeggio libero è vietato quasi ovunque: litorale, parco naturale, ordinanze comunali. Campeggi numerosi sulla costa, più rari all’interno.
- Da sapere
- All’interno i distributori di benzina scarseggiano: fare il pieno prima di ogni traversata della montagna.
- Calcolare
- Dieci giorni per il giro dell’isola, due settimane per camminare anche.

Da non perdere
- 1Le calanche di PianaPinnacoli di granito rosso sopra il golfo di Porto, ancora più belli al tramonto.
- 2La cittadella di CalviUna fortezza genovese sul suo promontorio, di fronte alle montagne della Balagna.
- 3Capo CorsoUna strada a cornice attorno alla penisola, di torre genovese in marina, fino al porto di Centuri.
- 4Le gole della RestonicaUna valle di pini laricio e di pozze d’acqua limpida sopra Corte, che d’estate si risale in navetta.
- 5Il colle di BavellaI pinnacoli di granito più spettacolari dell’isola, a 1.218 metri.
- 6BonifacioLa città alta sulla sua falesia bianca, da vedere anche dal mare.
La Corsica per immagini



Le calanche di Piana e i loro aghi di granito rosso.
La tavola corsa
I salumi corsi vengono dal maiale semibrado, libero di vagare e nutrito di castagne: prisuttu, coppa e lonzu hanno ciascuno la propria denominazione d’origine. Il brocciu, formaggio fresco di pecora o di capra, si mangia nella frittata alla menta, in frittelle o nel fiadone, la torta al limone.
Il castagno, a lungo l’albero del pane dell’isola, fornisce la farina della polenta, delle frittelle e perfino di una birra. Quanto al vino, la strada attraversa i vigneti di Patrimonio, in fondo al golfo di Saint-Florent. Anche Capo Corso ha il suo moscato.
Anello da Ajaccio
- 1Maison de Napoléon Bonaparte · Pointe de la Parata
- 2Capu Rossu · Piana · Tour Génoise de Porto
- 3Gorges de la Spelunca · Citadelle de Calvi
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