Il passo del Vršič e la valle dell’Isonzo
La strada del passo più alto della Slovenia attraversa le Alpi Giulie, poi segue un fiume verde smeraldo verso l’Adriatico. Quattro giorni da Kranjska Gora a Nova Gorica, dal passo del Vršič alle vigne di Goriška Brda.
Dalle Alpi Giulie alle vigne del Brda
La strada parte da Kranjska Gora, passa accanto al lago Jasna e alla statua del camoscio Zlatorog, poi sale al passo del Vršič, a 1.611 metri, il passo stradale più alto della Slovenia. Una cinquantina di tornanti numerati collegano i due versanti. Al passo, sulla parete del Prisojnik, una forma nella roccia disegna un volto: la «Fanciulla pagana».
Dall’altra parte, la strada scende nella Val Trenta e raggiunge l’Isonzo, la Soča degli sloveni. La sorgente, a circa 990 metri, è una vasca di roccia a 15-20 minuti di sentiero. L’acqua, limpidissima, resta verde smeraldo quasi fino al mare. Poi la si segue per ore: passerelle sospese, Grande gola, rafting a Bovec, cascata Boka.
Più in basso, la valle si apre su Kobarid, Tolmin e Kanal. Il viaggio attraversa le colline di Goriška Brda, coperte di vigne e di ciliegi, e finisce a Nova Gorica, in una piazza divisa in due dal confine italiano, segnato a terra.

La strada russa
La strada del passo è stata costruita a partire dal 1915 dall’esercito austro-ungarico, per rifornire il fronte dell’Isonzo, dall’altra parte della montagna. Il lavoro è stato affidato a prigionieri di guerra russi. Hanno scavato la strada, l’hanno lastricata e liberata dalla neve in condizioni durissime. L’8 marzo 1916 una valanga ha sepolto uno dei loro campi: sono morti 110 prigionieri e 7 guardie. In ricordo di questi prigionieri, la strada si chiama Ruska cesta, la strada russa.
A metà salita sul versante nord, nel bosco, c’è una cappella ortodossa di legno. I prigionieri l’hanno costruita nel 1915 o all’inizio del 1916. Secondo la tradizione è stata costruita in memoria delle vittime. Probabilmente però era già finita prima. La cappella è dedicata a san Vladimiro, e ogni anno vi si tiene una commemorazione sloveno-russa.
In ricordo di questi prigionieri, la strada si chiama Ruska cesta, la strada russa.
Il fronte dell’Isonzo
Dal maggio 1915 al novembre 1917, l’Italia e l’Austria-Ungheria si sono affrontate lungo l’Isonzo. Dodici battaglie hanno fatto oltre 300.000 morti. L’ultima, nell’ottobre 1917, porta il nome italiano di Kobarid: Caporetto. Qui le truppe austro-tedesche hanno sfondato il fronte, e Hemingway ha raccontato la ritirata italiana in Addio alle armi.
Il museo di Kobarid racconta questo fronte dal punto di vista dei soldati; nel 1993 ha ricevuto il Premio del Museo del Consiglio d’Europa. Sopra il paese, l’ossario italiano, inaugurato da Mussolini nel 1938, custodisce i resti di 7.014 soldati secondo la sua iscrizione. Nella valle della Tolminka, la chiesa di legno di Javorca è stata costruita da soldati austro-ungarici nel 1916. Vi sono incisi i nomi di oltre 2.500 loro compagni caduti.

Cividale del Friuli
In Italia, vicino al confine con la Slovenia, l’antica Forum Iulii ha dato il nome al Friuli. Dal 2011 il suo Tempietto longobardo fa parte del sito Unesco «I Longobardi in Italia». Il ponte del Diavolo scavalca il Natisone ai piedi della città vecchia.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da giugno a settembre. Il passo è di solito aperto da maggio a novembre, a seconda della neve: stato della strada su promet.si.
- Come arrivare
- Kranjska Gora è a un’ora da Lubiana. Vignetta elettronica sulle autostrade slovene; l’itinerario in sé non usa autostrade.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Il Vršič è vietato ai veicoli oltre le 7,5 tonnellate; i suoi tornanti stretti non sono adatti ai camper grandi.
- Dormire in van
- Campeggio libero vietato in Slovenia. Campeggi a Trenta, Soča, Bovec, Kobarid e Tolmin; niente sosta notturna al passo.
- Da sapere
- In alta stagione si attraversa sempre il passo, ma si parcheggia solo se restano posti: il loro numero è indicato prima delle sbarre. Gole di Tolmin: ingressi limitati, biglietto online in anticipo.
- Calcolare
- Quattro giorni, uno in più per una giornata sull’acqua a Bovec o per la camminata fino a Javorca.

Da non perdere
- 1La sorgente dell’IsonzoUna vasca d’acqua verde ai piedi della parete, in fondo a un breve sentiero.
- 2L’Alpinum JulianaUn giardino alpino fondato nel 1926 a Trenta, per la flora delle Alpi Giulie.
- 3La Grande gola dell’IsonzoVicino al villaggio di Soča, il fiume scorre in uno stretto corridoio di roccia.
- 4La cascata KozjakUna cascata in un anfiteatro di roccia, a mezz’ora a piedi dal ponte di Napoleone; sentiero a pagamento da aprile a ottobre.
- 5Le gole di TolminL’ingresso più basso del parco nazionale del Tricorno, a 180 metri, con il ponte del Diavolo.
- 6Il ponte di SolkanInaugurato nel 1906, ha l’arco in pietra più lungo del mondo tra i ponti ferroviari: 85 metri.
Il passo del Vršič e la valle dell’Isonzo per immagini



Il ponte di Napoleone sopra l’Isonzo, a Kobarid.
La tavola della valle dell’Isonzo
La frika, parente del frico friulano, è un tortino di patate e formaggio cotto in padella. Gli štruklji di Kobarid sono piccoli fagottini di pasta cotti in acqua, ripieni di noci e uvetta. Il bovški sir, soprattutto di latte di pecora, e il tolminc, di latte vaccino, hanno una denominazione protetta.
A Goriška Brda il grande bianco è la rebula, la ribolla gialla del versante italiano, a volte lasciata macerare sulle bucce per ottenere un vino orange. In Italia le stesse colline continuano con il nome di Collio. Il Brda è anche la terra delle ciliegie, mature a giugno.
Kranjska Gora → Nova Gorica
+13tappe- 1Kranjska Gora · Jezero Jasna · Ruska kapelica · Vršič
- 2Botanični vrt Alpinum Juliana · Trdnjava Kluže · Bovec · Boka
- 3Kobariški muzej · Italijanska kostnica nad Kobaridom · Napoleonov most čez Soča · Tolminska korita
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