L’istmo dei Curi, da Klaipėda alle dune di Nida
Una striscia di sabbia lunga 98 chilometri tra il Baltico e una laguna, coperta di pini e di grandi dune. Questo viaggio di tre giorni parte da Palanga e da Klaipėda, prende il traghetto e scende lungo l’istmo fino a Nida.
Una strada tra il Baltico e la laguna
L’istmo dei Curi è una striscia di sabbia lunga 98 chilometri tra il mar Baltico e la laguna dei Curi. La parte nord, per 52 chilometri, è lituana. Una sola strada la percorre, attraverso un bosco di pini. A ovest, dietro le dune, si stendono le spiagge. A est, la laguna è calma.
Il viaggio comincia sulla terraferma, a Palanga, la grande località balneare del paese, poi passa per Klaipėda, l’antica Memel. Da qui un traghetto per auto attraversa il canale in una decina di minuti fino a Smiltynė, sulla punta dell’istmo. Lì il Museo marittimo occupa un vecchio forte.
La strada scende poi verso Juodkrantė, le grandi dune spoglie di Nagliai, poi Pervalka, il cui faro sta su un isolotto. Finisce a Nida, l’ultimo villaggio prima del confine russo, che è chiuso. La sera si sale sulla duna di Parnidis per vedere il sole che tramonta sul mare. Si torna per la stessa strada e con lo stesso traghetto.

Leggende e villaggi di pescatori
Secondo una leggenda lituana, l’istmo è opera di una giovane gigantessa, Neringa. Avrebbe portato la sabbia nel grembiule per riparare i pescatori dalle tempeste. Oggi il suo nome è quello del comune che riunisce i villaggi dell’istmo, da Juodkrantė a Nida. A Juodkrantė, la collina delle Streghe mette in scena queste storie: circa ottanta sculture in legno, diavoli, streghe e draghi, sistemate nella pineta dal 1979. Prima delle sculture, qui si festeggiava già San Giovanni.
Questi villaggi vivevano della pesca nella laguna, su barche a fondo piatto, i kurėnai. Nel 1844 l’amministrazione prussiana limita ogni barca alle acque del suo villaggio. Una banderuola in cima all’albero, la vėtrungė, indica allora da dove viene. Oggi se ne vedono lungo il molo di Nida.
L’istmo è stato a lungo tedesco. Nel 1923 la regione di Memel passa alla Lituania. Nel 1930 Thomas Mann si fa costruire a Nida una casa con il tetto di paglia. Ci passa tre estati e ci lavora a «Giuseppe e i suoi fratelli». La Germania riprende la regione nel 1939. Dopo il 1945 l’istmo viene diviso tra la Russia e la Lituania sovietiche.
Si cammina sopra villaggi scomparsi.
Le dune che hanno sepolto i villaggi
Nel Seicento e nel Settecento i boschi dell’istmo vengono tagliati. Senza alberi la sabbia non è più trattenuta: spinte dal vento, le dune ricoprono interi villaggi. A Nagliai ne scompaiono così quattro tra il 1675 e il 1854. Le dune vengono fissate, soprattutto dal 1825 in poi, con erbe dalle radici lunghe, poi con i pini. È questo paesaggio modellato dall’uomo che dal 2000 è iscritto nel patrimonio mondiale dell’Unesco, insieme alla parte russa.
Tra Juodkrantė e Pervalka, la riserva di Nagliai protegge le dune grigie, chiamate anche dune morte. Si entra solo da un sentiero di poco più di un chilometro, in parte su passerelle di legno. Si cammina sopra villaggi scomparsi. Vicino a Nida, la duna di Parnidis arriva a 52 metri, contro gli oltre 60 di un tempo. Si abbassa e avanza piano piano verso la laguna.

Capo Ventė
Sulla sponda continentale della laguna, questo capo è un grande punto di passaggio degli uccelli migratori. La sua stazione ornitologica, fondata nel 1929 ai piedi di un faro di mattoni, inanella decine di migliaia di uccelli all’anno.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da giugno ad agosto per il mare, maggio e settembre per la tranquillità. Fuori stagione molti ristoranti chiudono.
- Come arrivare
- Klaipėda è a circa tre ore da Vilnius con l’autostrada A1. Aeroporto a Palanga.
- Accesso
- Traghetto per auto al Nuovo terminal, a sud di Klaipėda; quello del centro prende solo pedoni e bici. Poi una sola strada asfaltata fino a Nida.
- Dormire in van
- Campeggio libero vietato in tutto il parco nazionale: si dorme in campeggio, in particolare a Nida.
- Da sapere
- Tassa d’ingresso al posto di controllo di Alksnynė, molto più cara dal 20 giugno al 20 agosto. Vietato camminare sulle dune fuori dai sentieri.
- Calcolare
- Tre giorni, mezza giornata in più per capo Ventė.

Da non perdere
- 1La duna di ParnidisUna meridiana gigante in cima, e le dune che corrono verso il confine russo.
- 2La casa di Thomas MannParagonava la vista dalla sua collina a un paesaggio italiano.
- 3I cormorani di JuodkrantėUna piattaforma accanto a una colonia di cormorani e aironi, in un bosco ucciso dai loro escrementi.
- 4Il Museo dell’Ambra di PalangaIl palazzo dei conti Tyszkiewicz, costruito nel 1897, in mezzo a un grande parco.
- 5La piazza del Teatro di KlaipėdaLa sua fontana, con la statua di Ännchen von Tharau, rende omaggio al poeta Simon Dach, nato a Memel nel 1605.
- 6Il Cappello olandeseUna scogliera di 24 metri sopra la spiaggia, tra Klaipėda e Palanga.
L’istmo dei Curi per immagini



La casa estiva di Thomas Mann a Nida, con il tetto di paglia e le imposte blu.
La tavola dell’istmo
Sull’istmo si mangia prima di tutto pesce affumicato della laguna: abramide, lucioperca o anguilla, che escono dalle affumicatoie di Juodkrantė, Pervalka e Nida. Spesso lo si compra direttamente all’affumicatoia.
Si mangiano anche i classici lituani: i cepelinai, grossi gnocchi di patate ripieni di carne, e d’estate gli šaltibarščiai, una zuppa fredda di barbabietola e kefir, di un rosa acceso. Si beve una birra Švyturys, prodotta a Klaipėda dal 1784.
Klaipėda → Nida
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