Il Peloponneso, da Micene a Capo Tenaro
Città dell’età del bronzo, i santuari di Olimpia e di Epidauro, città bizantine e villaggi di case-torri. Un anello di nove giorni da Atene, attraverso l’Arcadia, il Mani e Monemvasia.
Il giro del Peloponneso
Si entra nel Peloponneso attraversando il canale di Corinto, a un’ora da Atene. Dal ponte si vede una trincea dritta di 6,3 chilometri, con pareti di roccia a picco, completata nel 1893. Poi la strada fa il giro della penisola: siti antichi, fortezze veneziane, spiagge e villaggi di montagna.
All’interno, l’Arcadia è una terra di boschi di abeti e di gole. Dimitsana è costruita a terrazze sopra le gole del Lousios, dove i monasteri sono aggrappati alla parete. Qui il mare non si vede, e le strade fanno molte curve.
A sud, la strada del Mani segue la costa tra il Taigeto e il mare, da un villaggio di case-torri di pietra grigia all’altro. Porta a Capo Tenaro, la punta più a sud della Grecia continentale. Più a est, Monemvasia è una città su una rocca, collegata alla costa da una strada rialzata. Ci si entra a piedi, dalla grande porta ovest.

Micene e il mondo miceneo
Micene è stata la grande città della Grecia dell’età del bronzo, tra il XVI e il XII secolo a.C. La cittadella si apre con la Porta dei Leoni, costruita verso il 1250 a.C. Le sue mura sono fatte di blocchi enormi, posati senza malta. Più tardi i Greci hanno creduto che fossero opera dei Ciclopi, giganti con un occhio solo: da allora si parla di mura ciclopiche. Micene e la vicina Tirinto sono iscritte insieme nel patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1999.
Nel 1876 Heinrich Schliemann scava le tombe reali e trova una maschera d’oro che attribuisce al re Agamennone. In realtà la maschera è più antica di diversi secoli; è esposta al Museo archeologico nazionale di Atene. Il tesoro di Atreo non è mai stato un tesoro: è una grande tomba a cupola.
Vicino a Pilo, il palazzo di Nestore è stato scoperto nel 1939. Verso il 1180 a.C. un incendio ha cotto le tavolette d’argilla dei suoi archivi. Questi testi in lineare B hanno mostrato che i Micenei parlavano già una forma di greco.
Il tesoro di Atreo non è mai stato un tesoro: è una grande tomba a cupola.
Olimpia ed Epidauro, due grandi santuari
Olimpia era un santuario di Zeus. Secondo la tradizione, i primi giochi si sono svolti qui nel 776 a.C., poi ogni quattro anni per più di mille anni. Il passaggio a volta degli atleti porta ancora allo stadio. Il tempio di Zeus ospitava la statua del dio scolpita da Fidia, una delle sette meraviglie del mondo. Prima di ogni edizione dei Giochi, la fiamma olimpica viene ancora accesa davanti al tempio di Era.
Epidauro era il santuario di Asclepio, il dio della medicina. Il suo teatro, della fine del IV secolo a.C., ha circa 14.000 posti. La sua acustica è famosa: una moneta che cade al centro si sente, si dice, fino all’ultima fila. Dal 1955 il festival di Epidauro vi mette in scena drammi antichi nelle sere d’estate.

Vytina
Un villaggio di montagna a più di 1000 metri, ai piedi del Menalo, circondato da boschi di abeti. Qui si comprano il miele di abete e i formaggi della zona.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da aprile a giugno e a settembre-ottobre. D’estate fa molto caldo sui siti, poco ombreggiati; d’inverno chiudono prima.
- Come arrivare
- L’anello parte da Atene e dal suo aeroporto; il canale di Corinto è a un’ora di strada.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Autostrade Attiki Odos, Olympia Odos e Moreas a pedaggio. Strade del Mani e dell’Arcadia strette e tortuose.
- Dormire in van
- Campeggio libero vietato; un van parcheggiato dove è consentito è spesso tollerato, senza tavolo, sedie o tendalino. Molti campeggi sulla costa, a Gialova, vicino a Gythio e intorno a Nauplia.
- Da sapere
- Biglietti dei siti su hhticket.gr. Abiti coprenti nei monasteri. A nord, il treno a cremagliera di Kalavryta è sospeso da marzo 2026.
- Calcolare
- Nove giorni per l’anello, uno o due in più per Vytina o il tempio di Bassae.

Da non perdere
- 1MistràUn castello franco del 1249 e, più in basso, una città bizantina, su un pendio del Taigeto, con le sue chiese affrescate.
- 2MonemvasiaUna città bassa senza auto e, in cima alla rocca, le rovine della città alta.
- 3Le grotte di DirosCirca 1,2 chilometri in barca in una grotta allagata, tra le stalattiti.
- 4Capo TenaroSecondo la leggenda, un ingresso degli Inferi; un sentiero di circa 2 chilometri porta al faro.
- 5Il PalamidiLa fortezza veneziana sopra Nauplia: 999 gradini secondo la leggenda, piuttosto 857 in realtà.
- 6MesseneUna città fondata nel 369 a.C. da Epaminonda, con il suo stadio e le sue mura.
Il Peloponneso per immagini



Nauplia vista dall’Acronauplia, con il golfo Argolico e l’isolotto del Bourtzi.
La tavola del Peloponneso
Il Peloponneso è una terra di olive: la varietà di Kalamata, viola e a forma di mandorla, ha la sua denominazione d’origine. Nel Mani si mangia il siglino, carne di maiale salata e affumicata, e salsicce alla scorza d’arancia. Per dolce, i diples sono strisce di pasta fritta ricoperte di miele.
Vicino a Micene, Nemea produce vini rossi da uva agiorgitiko. Monemvasia ha dato il nome alla malvasia, un vino dolce venduto in tutta Europa nel Medioevo, rilanciato da una denominazione nel 2010. Nei porti del Mani e a Gythio si mangia pesce alla griglia.
Anello da Atene
+27tappe- 1Διώρυγα της Κορίνθου · Αρχαία Κόρινθος · Μονή Μεγάλου Σπηλαίου · Καλάβρυτα
- 2Αγία Λαύρα Καλαβρύτων · Δημητσάνα Αρκαδίας · Ολυμπία
- 3Αρχαιολογικό Μουσείο Ολυμπίας · Ανάκτορο του Νέστορα · Βοϊδοκοιλιά · Νιόκαστρο Ναυαρίνου
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