Il Pelio, tra il golfo di Volos e il mar Egeo
Il Pelio è una montagna coperta di boschi, tra un golfo tranquillo e il mar Egeo. Questo viaggio ne fa il giro in cinque giorni partendo da Volos, tra villaggi di pietra, calette di ciottoli e strade a tornanti.
Una montagna tra due mari
Il Pelio si alza proprio sopra Volos. In pochi tornanti la strada lascia il porto e gli ulivi e sale a Portaria e a Makrinitsa, verso i 600 metri, soprannominata «il balcone del Pelio»: tutta la città e il golfo sono ai suoi piedi. La strada passa poi il valico di Hania, a 1.190 metri, sotto i faggi, e ridiscende tra i castagni verso Zagora e il mar Egeo.
Qui la montagna ha due coste. A est l’Egeo è aperto e l’acqua è limpida. Strade a tornanti scendono verso spiagge e calette: Chorefto, Agios Ioannis, Damouchari e Mylopotamos. A ovest il golfo di Volos è calmo, quasi come un lago. Lo si costeggia fino ad Afissos, poi fino alla punta della penisola, a Trikeri e al piccolo porto di Agia Kyriaki.
Si guida piano: trenta chilometri di Pelio richiedono spesso un’ora. Antiche mulattiere lastricate, i kalderimia, collegano ancora i villaggi alle spiagge, per esempio da Tsagarada a Mylopotamos.

I villaggi di pietra
Sotto la dominazione ottomana i villaggi del Pelio avevano una certa autonomia e si sono arricchiti con il commercio della seta, dell’olio e del legname. I notabili hanno costruito gli archontika, case-torri: un piano terra in pietra, un piano superiore più leggero che sporge sulla strada e un tetto di lastre di pietra grigia. A Vyzitsa, villaggio tutelato, l’archontiko Vafeiadi ne è un bell’esempio. Se ne vedono anche a Makrinitsa e a Milies.
Questi villaggi hanno contato anche nella storia greca. A Milies, Anthimos Gazis e Grigorios Konstantas hanno aperto nel 1814 una scuola, oggi diventata biblioteca. Milies è stata la prima comunità del Pelio a unirsi alla guerra d’indipendenza, nel 1821. La regione, però, è diventata greca solo nel 1881.
Il pittore Theophilos, nato a Lesbo, ha vissuto a lungo sul Pelio. Un caffè di Makrinitsa conserva uno dei suoi affreschi. Ad Anakasia la casa Kontos è diventata il museo Theophilos: la grande sala del piano superiore è coperta dai suoi dipinti.
Nella mitologia greca il Pelio è la montagna dei centauri.
I centauri e l’Argo
Nella mitologia greca il Pelio è la montagna dei centauri. Il più saggio di loro, Chirone, viveva qui in una grotta. Secondo la leggenda vi ha allevato eroi come Giasone e Achille. Le nozze di Peleo e Teti si sarebbero celebrate vicino alla sua grotta. Lì Eris avrebbe lanciato il pomo d’oro, all’origine della lite che ha portato alla guerra di Troia.
Volos sorge sul luogo dell’antica Iolco, da dove Giasone sarebbe partito sull’Argo alla ricerca del vello d’oro. Secondo Euripide, i remi della nave erano stati ricavati dai pini del Pelio.

Spiaggia di Fakistra
Una piccola caletta di ciottoli ai piedi di una scogliera bianca, senza strade né edifici. Ci si scende per un sentiero ripido, in dieci-quindici minuti. Non ci sono né parcheggio nelle vicinanze né chiosco, a differenza della vicina spiaggia di Mylopotamos: porta dell’acqua.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre, quando si può fare il bagno e le strade sono tranquille. D’inverno nevica a Hania, che ha una piccola stazione sciistica.
- Come arrivare
- Volos è a circa tre ore e mezza da Atene in autostrada, a pagamento. L’aeroporto di Nea Anchialos, a mezz’ora, riceve soprattutto voli estivi.
- Accesso
- Strade asfaltate, strette e a tornanti. Le discese verso le calette sono ripide, con piccoli parcheggi che d’estate si riempiono in fretta. Sconsigliati i camper grandi.
- Dormire in van
- In Grecia il campeggio libero è vietato. Passare la notte in un van parcheggiato dove la sosta è consentita è spesso tollerato, a condizione di non montare nulla all’esterno. Campeggi intorno a Kato Gatzea.
- Da sapere
- La tempesta Daniel ha danneggiato il Pelio orientale nel 2023: verifica lo stato delle strade intorno a Zagora e ad Agios Ioannis. Il trenino circola soprattutto nel fine settimana, da aprile a ottobre: orari sul sito di Hellenic Train.
- Calcolare
- Cinque giorni per l’anello, un giorno in più per il trenino e le spiagge.

Da non perdere
- 1MakrinitsaI vicoli lastricati, le fontane e la vista sul golfo dalla piazza.
- 2Il trenino del PelioUna linea a scartamento ridotto di 60 centimetri, da Ano Lechonia a Milies, progettata da Evaristo de Chirico, padre del pittore Giorgio de Chirico.
- 3Il platano di TsagaradaNella piazza di Agia Paraskevi, un platano che secondo la tradizione ha almeno mille anni.
- 4La spiaggia di MylopotamosDue calette di ciottoli bianchi, separate da uno scoglio forato da un arco.
- 5DamouchariUna caletta riparata sotto le rovine di un castello; nel 2007 qui è stata girata una scena del film Mamma Mia!
- 6Agia KyriakiUn villaggio di pescatori in fondo alla penisola, dove si costruiscono ancora i caicchi di legno.
Il Pelio per immagini



Damouchari, la vecchia dogana e la barca rossa sull’acqua verde.
La tavola del Pelio
Volos è la città dello tsipouro, un’acquavite di vinacce. Negli tsipouradika ogni piccola caraffa arriva con un piatto di mezze diverso, spesso di pesce o di frutti di mare. In montagna si mangia lo spetsofai, una salsiccia stufata con peperoni e pomodori, e torte salate al formaggio o agli spinaci.
Le mele di Zagora hanno una denominazione di origine protetta. Al caffè si servono i «dolci al cucchiaio», frutta candita sciroppata, con un bicchiere d’acqua. Ad Agia Kyriaki le taverne del porto grigliano il pesce del giorno e polpi seccati al sole.
Anello da Volos
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