Berat e Argirocastro, l’Albania delle città di pietra
Due città ottomane patrimonio dell’Unesco, gole calcaree e sorgenti d’acqua turchese o tiepida. Sei giorni ad anello da Tirana, dalla pianura dell’Adriatico alle montagne del sud dell’Albania.
Da Tirana alle gole del sud
L’anello parte da Tirana e scende verso sud lungo la pianura costiera, tra serre e ulivi. Nei campi si vedono ancora i bunker di cemento dell’epoca comunista. A Durazzo un anfiteatro romano spunta in mezzo ai palazzi. Poi la strada risale l’Osum fino a Berat.
Dopo Çorovodë, una stradina corre sul bordo del canyon dell’Osum: falesie di calcare, belvedere e un fiume verde giù in fondo. Più a sud, un’altra strada risale la Voiussa, uno dei pochi grandi fiumi d’Europa senza dighe, attraverso la gola di Këlcyrë fino a Përmet, la «città delle rose». A Bënja, acqua sulfurea tiepida riempie delle vasche ai piedi di un ponte ottomano.
Il passo di Muzinë porta poi all’Occhio Blu, una sorgente di un blu intenso dove nasce la Bistricë. Si arriva ad Argirocastro, con il suo castello, i vicoli lastricati e il vecchio bazar. Le strade sono strette e lente, e capita di incrociare greggi.

Argirocastro e Berat, due città ottomane
Argirocastro è costruita in pietra grigia su un pendio, sotto un castello arroccato a 336 metri. Le sue case-torri, le kulla, hanno il piano terra quasi senza finestre e i piani abitati sotto tetti di lastre di pietra: servivano anche a difendersi. Casa Zekate, una delle più belle, risale al 1811-1812. La città è patrimonio mondiale dell’Unesco dal 2005. Nel 2008 Berat, altro raro esempio di città ottomana, si è aggiunta alla stessa iscrizione.
Berat è bianca. La città vecchia ha tre quartieri: Kalaja, dentro la cittadella, ancora abitato; Mangalem, ai piedi della collina, l’antico quartiere musulmano; Gorica, l’antico quartiere cristiano, sull’altra riva dell’Osum. A Mangalem le case salgono a gradini lungo il pendio: per questo Berat viene spesso chiamata «la città dalle mille finestre».
Il ponte di Gorica unisce le due rive. Costruito in legno nel 1780, negli anni Venti del Novecento è stato rifatto in pietra. Secondo la leggenda, il ponte di legno aveva una cella dove si rinchiudeva una ragazza per placare gli spiriti del ponte.
Nel 1967 il regime di Enver Hoxha dichiara l’Albania primo Stato ateo del mondo.
Chiese, moschee e regime comunista
Nella cittadella di Berat, chiese bizantine sorgono accanto alle rovine della Moschea Rossa. La cattedrale della Dormizione, del 1797, ospita il museo Onufri, che prende il nome da un pittore di icone del XVI secolo famoso per il suo rosso. Nel 1967 il regime di Enver Hoxha dichiara l’Albania primo Stato ateo del mondo. I luoghi di culto vengono chiusi o distrutti. Dichiarata «città-museo» già nel 1961, Berat conserva gran parte delle sue chiese e moschee.
Argirocastro è la città natale dello scrittore Ismail Kadare (1936-2024), che l’ha raccontata in Cronaca di pietra. È anche quella di Enver Hoxha: il museo etnografico sorge sul luogo della sua casa natale. Nel castello, la prigione ampliata nel 1932 sotto re Zog ha poi rinchiuso i prigionieri politici del regime comunista.

Butrinto
Una città antica su una penisola boscosa, patrimonio dell’Unesco dal 1992: un teatro greco, un battistero, una grande basilica, la porta del Leone e un castello veneziano. Secondo Virgilio, fu fondata da Troiani in esilio. Per visitarla serve una notte a Saranda o a Ksamil.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Aprile-giugno e settembre-ottobre. A luglio e agosto a Berat e ad Argirocastro si superano spesso i 35 °C.
- Come arrivare
- Tirana ha un aeroporto internazionale. Traghetti collegano Bari e Ancona a Durazzo; su strada si entra di solito dal Montenegro o dalla Grecia.
- Accesso
- Tutto l’anello è asfaltato. Fuori dall’anello, dopo il canyon dell’Osum, ci sono piste per 4×4. Strade strette, buche. Niente pedaggi né vignette.
- Dormire in van
- Campeggi vicino a Berat, sulle rive della Voiussa a Tepelenë e a Përmet. Nelle città vecchie si parcheggia in basso.
- Da sapere
- A Bënja sono annunciati lavori alle vasche: informati a Përmet. All’Occhio Blu è vietato fare il bagno; arrivate prima delle 11. Spesso si paga in lek, in contanti.
- Calcolare
- Sei giorni per l’anello, di cui tre lunghe giornate di guida. Sette, con una notte a Saranda o a Ksamil, per aggiungere Butrinto.

Da non perdere
- 1La cittadella di BeratUn quartiere ancora abitato, chiese bizantine e la vista su Gorica al tramonto.
- 2Il canyon dell’OsumBelvedere sul bordo delle falesie e rafting in primavera.
- 3Le sorgenti di BënjaVasche d’acqua sulfurea tiepida ai piedi del ponte di Kadiu, all’ingresso del canyon della Lengarica.
- 4L’Occhio BluUna sorgente dove i sommozzatori sono scesi fino a 50 metri senza trovarne il fondo.
- 5Casa ZekateUna casa-torre del 1811-1812, con le sue due torri e il grande salone, sopra Argirocastro.
- 6ApolloniaLa città greca fondata verso il 600 a.C., dove il giovane Ottaviano seppe della morte di Cesare.
Berat e Argirocastro per immagini



L’acqua turchese dell’Occhio Blu, dove nasce la Bistricë.
La tavola del sud dell’Albania
Ad Argirocastro si assaggiano i qifqi, polpette di riso fritte, con uovo e menta secca, e l’oshaf, un dolce di latte di pecora e fichi secchi. Ovunque si mangia il byrek, una torta di pasta sfoglia agli spinaci o al formaggio.
Përmet è famosa per il gliko, frutta candita sciroppata, a volte noci verdi o fichi, e per la sua raki. Intorno a Berat, aziende di famiglia fanno vino, spesso con vitigni albanesi come lo shesh.
Anello da Tirana
+15tappe- 1Sheshi Skënderbej · Bunk’Art 2 · Amfiteatri i Durrësit
- 2Manastiri i Ardenices · Apolonia · Ura e Beratit
- 3Muzeu Kombëtar Etnografik Berat · Kanionet e Osumit · Kalaja e Beratit
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