Sella e Pordoi, le Dolomiti per i passi
Quattro passi in anello attorno al massiccio del Sella: una cinquantina di chilometri di tornanti, tre province e quattro valli che parlano ladino. E una regola: partire presto, prima che i pullman prendano la strada.
Il giro del Sella per i suoi quattro passi
L’anello fa il giro del massiccio del Sella attraverso quattro passi: Sella, Pordoi, Campolongo e Gardena, su una cinquantina di chilometri. Corto sulla carta, lungo nella realtà: i tornanti si susseguono e ci si ferma quasi a ogni chilometro.
A luglio e agosto pullman e moto saturano i passi già dalle dieci. Alle sette la strada è libera, e la luce radente sulla roccia vale la sveglia. Anche l’autunno premia chi si alza presto: a ottobre un mare di nuvole copre a volte le valli sotto il Pordoi.
Ai piedi dei passi Sella e Gardena, Selva è l’ultimo paese della Val Gardena. All’imbocco della Vallunga, le rovine di Castel Wolkenstein sono aggrappate alla parete. Il castello, costruito nel Duecento, ha dato al paese il suo nome tedesco. Al di là del Passo Gardena, Corvara è il comune più alto della Val Badia, ai piedi del Sassongher. Qui è stata costruita, nel 1947, una delle prime seggiovie d’Italia.

Il massiccio del Sella e le valli ladine
Visto dal cielo, il Sella somiglia a una tavola: una corona di pareti verticali, poi un altopiano di roccia verso i 2.900 metri. Sopra si erge il Piz Boè, la sua cima più alta, a 3.152 metri. La roccia del Sella ha dato il nome all’intera regione: la dolomia, descritta alla fine del Settecento dal geologo francese Déodat de Dolomieu. Dal 2009 nove sistemi delle Dolomiti sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Il Sella, però, non ne fa parte.
Attorno al massiccio, quattro valli condividono una lingua. Val Gardena, Val Badia, Val di Fassa e Livinallongo parlano ladino, una lingua romanza sopravvissuta in queste alte valli. Molti cartelli sono trilingui.
Uno stesso paese ha spesso due o tre nomi. Selva si dice anche Sëlva in ladino, e Wolkenstein in tedesco.
Uno stesso paese ha spesso due o tre nomi.
Il Pordoi, la strada e la Grande Guerra
La strada del Pordoi fa parte della Grande Strada delle Dolomiti, completata nel 1909. Verso Arabba scende in trentatré tornanti. Il Giro ha fatto del Pordoi più di una decina di volte il proprio tetto, e al passo si erge un monumento a Fausto Coppi.
Nel 1915 il fronte passava vicinissimo al passo. Da Arabba si vede il Col di Lana, soprannominato «Col di Sangue». Il 17 aprile 1916 una mina italiana ne ha fatto saltare una parte. Vicino al Passo Pordoi, un ossario raccoglie oltre 8.500 soldati austro-ungarici e tedeschi della Grande Guerra.

San Giovanni in Ranui
Una chiesetta barocca del 1744, sola nel suo prato ai piedi delle guglie delle Odle, che l’Unesco ha iscritto insieme al Puez. È in questa Val di Funes che è cresciuto Reinhold Messner, che a cinque anni salì la sua prima cima, il Sass Rigais. Chiesetta e prato sono privati: la foto da cartolina si scatta dalla strada.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Da fine giugno a metà ottobre. D’inverno i passi restano aperti salvo forti nevicate; pneumatici invernali o catene obbligatori dal 15 novembre al 15 aprile.
- Come arrivare
- Bolzano a poco più di un’ora, Venezia a tre ore, Innsbruck a due ore e un quarto.
- Accesso
- Tutto asfaltato. Tornanti stretti, traffico intenso: freno motore indispensabile in discesa.
- Dormire in van
- Campeggi a Canazei, Campitello e Colfosco, area di sosta camper ad Arabba. Il campeggio libero è vietato in Alto Adige e in Trentino, sconsigliato altrove.
- Da sapere
- I quattro passi chiudono al traffico qualche giorno all’anno per eventi ciclistici, tra cui il Sellaronda Bike Day, che si svolge a giugno e a settembre. Il Passo Gardena potrebbe chiudere d’estate ai non residenti già dal 2027: meglio informarsi.
- Calcolare
- Due giorni per il solo anello, tre aggiungendo la Val di Funes.

Da non perdere
- 1Il Sassolungo dal Passo SellaIl faccia a faccia più diretto dell’anello, da prolungare a piedi sul sentiero che ne costeggia la base.
- 2Il Sass PordoiUna funivia sale dal passo fino a 2.950 metri, sul bordo dell’altopiano del Sella: la «terrazza delle Dolomiti».
- 3Il Viel dal PanLa «via del pane», antica strada mercantile diventata sentiero, corre a mezza costa dal Passo Pordoi, di fronte al ghiacciaio della Marmolada.
- 4Corvara e la Val BadiaIl paese più vivace dell’anello, e il miglior campo base per la seconda giornata.
- 5La Val GardenaA Ortisei, paese degli scultori del legno, gli impianti portano al Seceda, di fronte alle guglie delle Odle, e all’Alpe di Siusi, il più grande alpeggio d’alta quota d’Europa.
- 6L’enrosadiraAl tramonto la dolomia si tinge di rosa: la leggenda vi vede il roseto di re Laurino, che il crepuscolo fa riapparire.
Sella e Pordoi per immagini



Il Sassolungo arrossato dall’enrosadira, al tramonto.
A tavola, tra Tirolo e Italia
La cucina delle valli ladine attinge a entrambi i versanti delle Alpi. I canederli, gnocchi di pane allo speck, si mangiano in brodo; le turtres, frittelle ripiene di spinaci o di crauti, dai vicini di lingua tedesca si chiamano Tirtlan.
Lo speck, prosciutto crudo leggermente affumicato, è la specialità dell’Alto Adige, di cui fanno parte Corvara e la Val Gardena. Si trova nelle botteghe dell’anello, insieme ai formaggi d’alpeggio. In Val di Fassa, il Puzzone di Moena, formaggio a crosta lavata, deve il nome al suo odore.
Anello da Canazei
+3tappe- 1Passo Sella · Selva di Val Gardena · Passo Gardena · Corvara in Badia
- 2Passo di Campolongo · Passo Pordoi
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