Il Montenegro e l’Albania, da Kotor a Berat
Una baia circondata dalle montagne, un grande lago, città veneziane e ottomane. Otto giorni di strada, da Kotor fino a Berat, nel cuore dell’Albania.
Dalla baia di Kotor alle città dell’Albania
Il viaggio comincia in fondo alle Bocche di Cattaro. La strada costeggia l’acqua, ai piedi di alte pareti calcaree. Si parla spesso di fiordo, ma è un’antica valle fluviale invasa dal mare. A Perast, una barca porta in pochi minuti alla Madonna dello Scalpello, una chiesa su un isolotto artificiale.
Dopo le spiagge di Budva, la strada sale verso Cetinje e poi il monte Lovćen. Più in basso, il lago di Scutari, condiviso con l’Albania, è il lago più grande dei Balcani. Dal belvedere di Pavlova Strana si vede la Rijeka Crnojevića disegnare un ferro di cavallo. A Virpazar partono barche tra le ninfee.
La costa finisce a Ulcinj, città di lingua albanese, con la sua città vecchia su un promontorio. Dopo il confine, Scutari si visita in bicicletta. Si attraversa poi la pianura fino a Croia, aggrappata alla sua montagna, poi Tirana e l’anfiteatro romano di Durazzo. La strada finisce a Berat, con le sue case bianche che coprono la collina.

L’Albania, da Scanderbeg a Enver Hoxha
Croia è la città di Scanderbeg, l’eroe nazionale albanese. Nato con il nome di Giorgio Castriota, questo ufficiale ottomano si ribella nel 1443 e prende la cittadella di Croia. La cittadella resiste a tre assedi ottomani, nel 1450, nel 1466 e nel 1467. Scanderbeg muore nel 1468 e la città cade dieci anni dopo. L’aquila nera a due teste di Scanderbeg compare oggi sulla bandiera albanese. Nella cittadella c’è un museo dedicato a lui.
Cinque secoli dopo, l’Albania di Enver Hoxha vive chiusa al mondo e si riempie di piccoli bunker di cemento, ancora visibili lungo le strade. A Tirana il rifugio antiatomico di Hoxha è diventato un museo, Bunk’Art. La Piramide, aperta nel 1988 come museo di Hoxha, è diventata nel 2023 un centro di formazione al digitale per i giovani.
Berat, patrimonio dell’Unesco dal 2008, è chiamata la città dalle mille finestre per le facciate del quartiere di Mangalem. Nella sua cittadella vivono ancora delle famiglie, e un museo espone le icone di Onufri, pittore del XVI secolo.
Njegoš ha voluto essere sepolto su una cima del Lovćen.
Il Montenegro, da Venezia a Njegoš
Dal 1420 al 1797 Kotor appartiene a Venezia. La città ne conserva 4,5 chilometri di mura, che salgono fino alla fortezza di San Giovanni, 280 metri sopra la città. La cattedrale di San Trifone è stata consacrata nel 1166. Kotor è patrimonio dell’Unesco dal 1979. Nel 2017 le sue mura si aggiungono alla lista delle opere di difesa veneziane.
Cetinje, nell’interno, è l’antica capitale. Petar II Petrović-Njegoš, nato a Njeguši nel 1813, vi governa come principe-vescovo e scrive il Serto della montagna, il grande poema del paese. Njegoš ha voluto essere sepolto su una cima del Lovćen. Il mausoleo progettato da Ivan Meštrović, inaugurato nel 1974, ha preso il posto della sua cappella. Ci si sale per una galleria di 461 gradini.

Monastero di Ostrog
Fondato nel XVII secolo da san Basilio, le cui reliquie riposano qui, questo monastero bianco è incastonato in una falesia sopra la valle della Zeta. È il luogo di pellegrinaggio più frequentato della Chiesa ortodossa serba. In van si parcheggia al monastero inferiore: la strada per quello superiore è molto stretta.
Informazioni pratiche
- Quando andare
- Maggio-giugno e settembre-ottobre. L’estate è calda e affollata, e le navi da crociera riempiono Kotor.
- Come arrivare
- Aeroporti a Tivat, vicino a Kotor, e a Tirana, a circa due ore da Berat. Il noleggiatore deve autorizzare il passaggio della frontiera.
- Accesso
- Tutto asfaltato, galleria di Sozina a pagamento. La strada a tornanti da Kotor a Njeguši e quella da Rijeka Crnojevića a Virpazar sono molto strette, da evitare con un camper grande.
- Dormire in van
- Campeggi nella baia di Kotor, verso Budva, sul lago di Scutari, a Ulcinj, Scutari e Berat. Campeggio libero vietato nei parchi nazionali montenegrini.
- Da sapere
- Fuori da Schengen. Euro in Montenegro, lek in Albania. Carta verde valida per l’Albania, fari accesi di giorno, possibile attesa alla frontiera d’estate.
- Calcolare
- Otto giorni, uno o due in più per Ostrog e il sito antico di Apollonia.

Da non perdere
- 1La Madonna dello ScalpelloSecondo la tradizione, i marinai di Perast hanno formato l’isolotto gettandovi delle pietre.
- 2Sveti StefanUn villaggio fortificato diventato albergo di lusso, riaperto nel 2026: l’isolotto è riservato ai clienti, lo si ammira dalla strada costiera.
- 3Il lago di Scutari in barcaDa Virpazar, tra canne e ninfee, ai piedi della fortezza di Besac.
- 4Stari BarUna città abbandonata sopra Bar, in gran parte distrutta durante l’assedio del 1877-1878.
- 5La cittadella di RozafaSecondo la leggenda, una donna vi fu murata viva, con un seno e una mano lasciati liberi per il suo bambino.
- 6Il ponte di GoricaIl ponte a sette arcate di Berat, di fronte alle finestre di Mangalem.
Il Montenegro e l’Albania per immagini



Il vecchio ponte a due arcate di Rijeka Crnojevića.
La tavola del Montenegro e dell’Albania
A Njeguši, sulla strada del Lovćen, si assaggiano il prosciutto affumicato del villaggio e il suo formaggio. Sul lago di Scutari si mangiano la carpa e l’alborella affumicata. Le vigne della Crmnica, vicino a Virpazar, danno un rosso, il vranac.
In Albania il tavë kosi è agnello cotto al forno sotto uno strato di yogurt e uova. Tirana ha la sua fërgesë, con peperoni e formaggio fresco. Il byrek, una sfoglia salata, si mangia a tutte le ore, e il raki chiude il pasto. Intorno a Berat si fa il vino con un vitigno locale, il pulës.
Kotor → Berat
+22tappe- 1Saint Nicholas church · Катедрала Светог Трипуна · Котор (тврђава)
- 2Стари град · Свети Стефан · Манастир Прасквица
- 3Цетињски манастир · Његошев маузолеј · Njegoš birth house
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